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Discarica abusiva nell’oasi naturalistica dell’Ortazzo. Grazie ad un cittadino ravennate rimossi 28 pneumatici
WildWilly photo

C’è chi si lamenta con toni scandalizzati, sui social, ma non fa niente. E c’è chi si attiva personalmente, con costanza e pazienza. È la storia di Willy Maurizio Cazzanti, per molti “WildWilly”, volontario della Lipu e dell’Asoer, fotografo naturalista e profondo conoscitore del territorio, che dopo anni di segnalazioni è riuscito a ottenere la rimozione di decine di pneumatici abbandonati in un’area di grande valore ambientale nel Parco del Delta del Po, a ridosso dell’oasi dell’Ortazzo.

Una vicenda che racconta bene lo stato di fragilità delle aree naturali del Ravennate, troppo spesso vittime di incuria e abbandoni illegali. In questo caso, una vera e propria discarica abusiva: ben 28 pneumatici, molti dei quali deteriorati e ormai inglobati nella vegetazione, con un conseguente rilascio nell’ambiente di sostanze altamente inquinanti, dai metalli pesanti ai derivati degli idrocarburi.

Eppure, per arrivare alla bonifica, sono serviti quattro anni. “Quei pneumatici erano lì già dal periodo post-Covid – racconta Cazzanti – all’inizio erano visibili, poi la boscaglia li ha inglobati. Ho fatto diverse segnalazioni, usando le app del Comune e degli enti preposti, ma spesso senza risposta o con rinvii legati ai periodi di nidificazione”.

Una trafila lunga, fatta di attese, silenzi e rimpalli burocratici. Ma Willy non ha mollato. Ha continuato a monitorare la zona, purtroppo soggetta ad abbandoni di rifiuti di vario tipo. Ha insistito, ha rilanciato le segnalazioni, fino a trovare finalmente l’interlocutore giusto. E qualcosa si è mosso.

Sabato 11 aprile si è arrivati alla svolta: grazie all’intervento delle Guardie Pinetali della Polizia Locale, dell’Ufficio Ambiente del Comune di Ravenna e di una squadra di volontari dell’ATC, sono stati rimossi tutti i pneumatici. Una vera e propria camionata di rifiuti.

Un risultato importante, non solo per l’ambiente ma anche per il messaggio che porta con sé. Perché tra i volontari coinvolti c’erano anche i cacciatori dell’ATC, realtà spesso distante – se non in contrapposizione – con associazioni come la Lipu. “Siamo su posizioni diverse – ammette Cazzanti – ma quando c’è da fare qualcosa di concreto per l’ambiente, bisogna essere uniti. L’importante è il risultato”.

E, in questa occasione, ha vinto la collaborazione. “Un esempio di quando, pur nelle differenti posizioni, la cooperazione senza
ideologia, torna a vantaggio dell’ambiente e della biodiversità come patrimonio collettivo”.

Il risultato, in questo caso, è tangibile: un’area ripulita, un rischio ambientale ridotto e un esempio concreto di cittadinanza attiva.

Resta però una riflessione amara. “Spesso – dice – si vedono queste cose e si tira dritto, magari ci si lamenta sui social. Ma serve più senso civico. Io quei pneumatici non li ho visti solo io“.

Oggi Willy è soddisfatto, anche se con realismo: “È solo un piccolo contributo. Ma anche un granello può fare la differenza”. Un granello che, in questo caso, ha fatto la differenza davvero.