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Guercino a Forlì, al via le indagini diagnostiche sull’“Estasi di San Francesco” nella chiesa di Schiavonia

Un laboratorio nel cuore di una chiesa per svelare i segreti di un capolavoro. A Forlì prende ufficialmente il via il percorso di studio e restauro dell’“Estasi di San Francesco” di Guercino, grazie all’attivazione di un laboratorio diagnostico direttamente sul posto.

Nella giornata di giovedì 16 aprile è stata infatti installata una speciale camera oscura all’interno della Chiesa di Santa Maria in Laterano, nel quartiere Schiavonia, dove è conservata la pala d’altare. Un passaggio fondamentale che segna l’avvio delle analisi scientifiche sull’opera.

Le indagini, coordinate per l’Università di Bologna da Chiara Matteucci, permetteranno di approfondire materiali, tecnica esecutiva e stato di conservazione del dipinto. Dati preziosi che serviranno a progettare in modo accurato il futuro intervento di restauro.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto di ricerca “Guercino: oltre il colore”, nato dalla collaborazione tra il Dipartimento di Beni Culturali dell’ateneo bolognese (Campus di Ravenna) e la società francese Lumière Technology, specializzata in diagnostica per i beni artistici.

Alla presentazione del laboratorio erano presenti numerosi rappresentanti delle istituzioni e dei soggetti coinvolti, tra cui il vicesindaco di Forlì con delega alla Cultura Vincenzo Bongiorno, che ha sottolineato non solo il valore artistico dell’intervento, ma anche quello educativo e divulgativo, evidenziando il fermento culturale della città.

Il progetto è promosso dalla Diocesi di Forlì–Bertinoro insieme all’Associazione Culturale Metropolis APS, con il coinvolgimento della Soprintendenza e dell’Ufficio diocesano per i beni culturali.

Accanto all’attività scientifica, spazio anche alla formazione: nella stessa mattinata si è svolto un momento informativo dedicato agli studenti del Liceo Artistico Canova, che hanno potuto approfondire da vicino le tecniche di diagnostica artistica. Non si esclude inoltre la possibilità di sviluppare tesi di laurea magistrale proprio sull’opera forlivese, in collaborazione con l’Università di Bologna.

Una volta completata la fase diagnostica, prevista entro circa un mese, si procederà con la pubblicazione del bando per l’assegnazione dei lavori di restauro.

Un percorso che unisce ricerca, tutela e valorizzazione, con l’obiettivo di restituire nuova luce a uno dei capolavori custoditi nel patrimonio artistico forlivese.