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Sanità privata, sciopero nazionale il 17 aprile: coinvolti quasi 500 lavoratori a Forlì-Cesena

Venerdì 17 aprile anche nel territorio di Forlì-Cesena lavoratrici e lavoratori della sanità privata e delle Rsa incroceranno le braccia nell’ambito dello sciopero nazionale proclamato da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp. Alla mobilitazione, che riguarda circa 300mila operatori in tutta Italia, aderiranno quasi 500 addetti della provincia.

Al centro della protesta il mancato rinnovo dei contratti collettivi, fermi da otto anni per la sanità privata e da quattordici per le Rsa. Una situazione che i sindacati definiscono ormai non più sostenibile, dopo anni segnati da carichi di lavoro crescenti, dall’emergenza pandemica e dall’aumento del costo della vita.

Secondo le organizzazioni sindacali, il divario con il settore pubblico si è ampliato in modo significativo: un infermiere impiegato nella sanità privata percepirebbe fino a 500 euro in meno rispetto a un collega del servizio sanitario nazionale. Una differenza che, sottolineano, rischia di favorire la fuga di personale e aggravare le carenze già presenti nelle strutture.

Nel territorio provinciale è prevista un’adesione rilevante nelle principali realtà accreditate, tra cui Malatesta Novello, San Lorenzino e gli Ospedali Privati di Forlì.

«Siamo di fronte a una situazione non più accettabile – afferma Monica Collari, responsabile del comparto sanità della Fp Cgil Forlì-Cesena –. Parliamo di professionisti che attendono da anni un riconoscimento economico adeguato, nonostante un impegno sempre più elevato. La qualità del lavoro incide direttamente sulla qualità delle cure e deve diventare una priorità».

I sindacati parlano di “dumping contrattuale” e chiedono il rinnovo immediato dei contratti, oltre a maggiori assunzioni e investimenti per migliorare le condizioni di lavoro e la sicurezza degli operatori.

Secondo i dati citati dalle organizzazioni, il settore non sarebbe in crisi: nel 2023 i principali operatori della sanità privata avrebbero registrato un fatturato complessivo superiore ai 12 miliardi di euro, in crescita rispetto al periodo pre-pandemia.

La mobilitazione del 17 aprile si inserisce nel percorso di protesta già avviato nei mesi scorsi e, avvertono i sindacati, proseguirà fino a quando non arriveranno risposte sul rinnovo dei contratti e sulle condizioni di lavoro nel comparto.