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Il consiglio comunale di Ravenna approva il rendiconto 2025: avanzo da 153 milioni di euro

Via libera del consiglio comunale di Ravenna al rendiconto della gestione per l’esercizio 2025. La delibera, discussa nella seduta di giovedì 30 aprile, è stata approvata con 18 voti favorevoli e 8 contrari.

Il provvedimento, illustrato dall’assessora Francesca Impellizzeri, rappresenta l’ultimo atto del ciclo finanziario dell’anno. Dal rendiconto emerge un avanzo complessivo di circa 153 milioni di euro, in gran parte vincolato: circa 105 milioni risultano accantonati, 32 milioni vincolati, poco meno di 600 mila euro destinati a investimenti e circa 14 milioni di avanzo libero, ovvero effettivamente disponibile.

Tra gli indicatori evidenziati anche la liquidità, con una cassa che al 31 dicembre si attesta a 84 milioni di euro, e il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica: pareggio di bilancio (20 milioni), tempi di pagamento con un anticipo medio di 11 giorni e un livello di indebitamento contenuto, pari a circa 18 milioni.

Sono intervenuti nella discussione i consiglieri: Falco Caponegro (Fratelli d’Italia), Alberto Ancarani (Forza Italia), Veronica Verlicchi (La Pigna), Livia Molducci (Pd), Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna), Renato Esposito (Fratelli d’Italia), Anna Greco (Fratelli d’Italia), Greta Cavallaro (Pd), Igor Gallonetto (Movimento 5 stelle) e il sindaco Alessandro Barattoni.

Dai banchi dell’opposizione, il gruppo Fratelli d’Italia ha annunciato voto contrario, pur riconoscendo che i dati non sono negativi, ma criticando le scelte politiche della giunta. Anche Forza Italia ha espresso perplessità, chiedendo una riduzione della pressione fiscale e un rafforzamento delle attività di riscossione. La Pigna ha posto l’accento su efficienza dei servizi e manutenzioni, mentre Lista per Ravenna ha evidenziato criticità nel confronto con il bilancio di previsione.

Di segno opposto le valutazioni della maggioranza: il Partito Democratico ha sottolineato il contesto economico complesso e la volontà di garantire i servizi, mentre il Movimento 5 stelle ha evidenziato la coerenza del documento con il programma elettorale, in particolare sugli investimenti in ambito sociale e scolastico.