Ravenna capitale dei porti con il festival DePortibus, dal 21 al 23 maggio: incontri, conferenze, mostre e spettacoli
Non solo un confronto tra addetti ai lavori, ma un appuntamento che prova ad aprire il mondo dei porti alla città: Ravenna si prepara a ospitare DePortibus, il festival nazionale dedicato alla portualità, in programma dal 21 al 23 maggio. Tre giorni di incontri, tavole rotonde e iniziative pubbliche che metteranno al centro il futuro di un settore sempre più strategico per l’economia italiana.
Dalla riforma della governance portuale – attualmente all’esame del Parlamento – al ruolo del Mediterraneo negli equilibri geopolitici, passando per sicurezza energetica, logistica e innovazione tecnologica: saranno questi alcuni dei temi chiave al centro del dibattito. Un’agenda ampia che intreccia infrastrutture, sistema produttivo e nuove competenze, con uno sguardo anche alle applicazioni dell’intelligenza artificiale nel settore.
A Ravenna, prima città Capitale italiana del Mare, il festival metterà in dialogo istituzioni, autorità portuali, imprese e operatori. Non solo confronto tecnico, però: il programma – presentato oggi in Regione – prevede oltre 30 appuntamenti distribuiti tra porto e Darsena, pensati anche per coinvolgere cittadini e territorio sui temi del mare, del lavoro portuale e dell’innovazione.
A fare da sfondo il Porto di Ravenna, unico porto commerciale dell’Emilia-Romagna, tra i principali scali dell’Adriatico per traffico merci e primo in Italia per rinfuse. Un hub che collega le rotte marittime al sistema produttivo del Nord Italia e del Centro Europa, con un ruolo sempre più rilevante anche sul fronte energetico.
In programma dal 21 al 23 maggio, il festival – promosso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale in collaborazione con Regione Emilia-Romagna, Provincia e Comune di Ravenna, organizzato da Italian Blue Growth – si articola in oltre 30 appuntamenti tra tavole rotonde, incontri e iniziative aperte alla cittadinanza, affiancando al confronto tra decisori pubblici una proposta diffusa tra porto e Darsena, pensata per avvicinare ai temi del mare, del lavoro portuale e dell’innovazione.
DePortibus – il Festival dei Porti che collegano il mondo – è stato presentato oggi in Regione dal presidente, Michele de Pascale, dall’assessora regionale a Infrastrutture e Trasporti, Irene Priolo, dal sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, Francesco Benevolo, dalla presidente di Italian Blue Growth, Cristiana Pagni. Presenti ancheGabriele Ciofi, Dirigente della Divisioni Generale Porti del MIT eil direttore marittimo e comandante della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Ravenna, Maurizio Tattoli.
Cristiana Pagni, presidente di Italian Blue Growth, ha spiegato che “DePortibus nasce con l’obiettivo di valorizzare il porto come punto di incontro tra economia, territorio e culture”, sottolineando come oggi la blue economy rappresenti un asset sempre più centrale per la competitività del Paese. In un contesto segnato da cambiamenti geopolitici e logistici, il festival vuole offrire uno spazio stabile di confronto sul futuro della portualità, affiancando al dibattito strategico una dimensione più aperta e partecipativa rivolta alla città”.
Sulla stessa linea il presidente dell’Autorità portuale, Francesco Benevolo, che ha evidenziato il percorso di crescita dello scalo ravennate e il suo ruolo nel sistema nazionale: DePortibus sarà “un’occasione di dialogo tra operatori e istituzioni”, ma anche un momento per rafforzare il legame tra porto e territorio, affrontando temi come riforma del sistema portuale, sostenibilità, innovazione e scenari geopolitici.
Dal Ministero delle Infrastrutture, Gabriele Ciofi ha sottolineato come il festival rappresenti “uno spazio raro in cui la portualità viene raccontata nella sua interezza” e, soprattutto, “la prima grande occasione pubblica di confronto” sulla riforma del sistema portuale appena avviata in Parlamento. Un passaggio cruciale, evidenzia, che consentirà a istituzioni e operatori di contribuire con proposte e contenuti in una fase decisiva per il settore.
Per il sindaco Alessandro Barattoni, la manifestazione contribuisce a valorizzare il legame tra città e mare, inserendosi nel percorso che ha portato Ravenna a essere Capitale italiana del Mare 2026. Un’occasione, sottolinea, per rafforzare la rete dei soggetti che operano nel settore e promuovere una crescita condivisa del territorio.
“Partecipiamo con entusiasmo a questa importante manifestazione- ha dichiarato Barattoni– che ha il merito di puntare l’attenzione su uno scalo fondamentale per il traffico delle merci in mare Adriatico, il primo per rinfuse solide. Per tre giorni si affronteranno temi che aiuteranno a porre interessanti riflessioni per il futuro prossimo e che apriranno a confronti di crescita. DePortibus verrà ospitata in Darsena, nel luogo che maggiormente rispecchia il rapporto della città con l’acqua, elemento che ci ha permesso, lo scorso 4 marzo, di ottenere il titolo di Capitale italiana del mare 2026, prestigioso riconoscimento istituito dal bando indetto dal Dipartimento per le Politiche del Mare e di cui questa manifestazione fa parte. Siamo convinti che questa nomina comporterà una crescita di tutto il territorio e un primo risultato, ovvero la messa in rete di tutti i soggetti che, a diverso titolo, lavorano con il mare, è già stato raggiunto”.
“Oggi i porti sono uno dei cardini su cui si misura la forza di un sistema economico: competitività, energia, sicurezza degli approvvigionamenti, qualità delle filiere e capacità di stare nelle grandi rotte internazionali passano da qui – hanno affermato il presidente de Pascale e l’assessora Priolo-. In questo quadro, Ravenna non è solo uno scalo, ma una piattaforma industriale, logistica ed energetica che sostiene una parte essenziale dell’economia dell’Emilia-Romagna e del Paese: dalle materie prime all’export, dalla manifattura alla logistica, fino ai collegamenti con il Centro Europa e il Mediterraneo. È per questa ragione che, come Regione, abbiamo scelto di investire con continuità sul porto, rafforzandone fondali, accessibilità ferroviaria, intermodalità e strumenti come la Zona logistica semplificata. È una scelta di politica industriale: significa sostenere le imprese, difendere il lavoro, rendere più competitivo il nostro sistema produttivo”.
“Dentro questo percorso- proseguono presidente e assessora– si colloca anche il confronto sulla riforma del sistema portuale, che deve accompagnare questa fase di crescita e non rallentarla. Servono regole chiare, stabilità e una visione nazionale che rafforzi i porti italiani valorizzando il ruolo dei territori, evitando soluzioni centralistiche che rischiano di allontanare le decisioni da chi quei porti li fa funzionare ogni giorno. Per l’Emilia-Romagna questo passaggio è decisivo, perché riguarda direttamente la capacità del porto di Ravenna di continuare a sostenere il nostro tessuto produttivo. È fondamentale una riforma che accompagni il lavoro già in corso, rafforzi ciò che funziona e metta un porto, come quello di Ravenna, nelle condizioni di crescere ancora, insieme alle imprese e ai territori che ogni giorno lo fanno vivere”.
IL PROGRAMMA (www.deportibus.it)
DePortibus sarà anche il primo vero momento di confronto pubblico sulla riforma del sistema portuale, dopo il via libera della Ragioneria dello Stato. Il tema sarà al centro di una tavola rotonda dedicata con il viceministro Edoardo Rixi.
Il festival si aprirà giovedì 21 maggio alle Artificerie Almagià e, per tre giorni, trasformerà Ravenna, il porto e la Darsena in un laboratorio diffuso di idee, relazioni e visioni, con oltre 30 appuntamenti tra incontri istituzionali, conferenze, presentazioni, momenti di networking e spettacoli.
Il programma si articola in due direttrici. “Connessioni” è il cuore istituzionale e strategico della manifestazione: uno spazio di confronto tra Governo, autorità portuali, imprese, associazioni e mondo accademico sui grandi temi del settore. Dalla centralità del Mediterraneo negli equilibri geopolitici alla riforma della governance portuale, fino alla blue economy, alla transizione energetica, alla decarbonizzazione, all’intermodalità e al ruolo della logistica nella competitività del Made in Italy. Tre giornate tematiche accompagneranno il dibattito: il Mediterraneo, la riforma dei porti e la blue economy.
Accanto a questo, “Impronte” rappresenta la dimensione più aperta e partecipativa del festival, con un programma diffuso pensato per coinvolgere cittadini, famiglie e giovani. Spazio a visite guidate, mostre, laboratori, incontri e attività legate al mare e alla cultura portuale, ospitate nei principali luoghi della città e di Marina di Ravenna. Tra gli appuntamenti più attesi, il concerto di Olen Cesari al Teatro Alighieri e la serata conclusiva in Darsena, con uno spettacolo di droni luminosi, fuochi d’artificio e musica dal vivo.
Coinvolti anche musei e istituzioni culturali del territorio (MAR, Fondazione RavennAntica, Biblioteca Classense, MAS di Marina di Ravenna, Casa Matha, teatro di figura con “Arrivano dal mare”, Accademia di Belle Arti, CESTHA, ITIS Nullo Baldini, TUTTINBARCABILI) con iniziative che spaziano dalla storia del porto alle attività subacquee, fino a progetti dedicati agli studenti e alle nuove generazioni. Non mancheranno esperienze dirette, come visite ai centri di ricerca ambientale, attività didattiche e iniziative inclusive legate al mare.
Un festival che punta così a tenere insieme alta formazione e divulgazione, confronto strategico e partecipazione, con l’obiettivo di riportare il porto al centro non solo delle politiche economiche, ma anche della vita culturale e sociale della città.

