Alberto Marchesani, ultra runner di Ravenna, conquista l’Uzbekistan: completa i 230 km della GlobalLimits
Dalle rive dell’Adriatico ai deserti dell’Asia centrale, con un unico filo conduttore: spingersi sempre un po’ oltre. L’ultra runner ravennateAlberto Marchesani firma un’altra impresa internazionale, completando i 230 chilometri della GlobalLimits Uzbekistan, corsa estrema in semi-autosufficienza lungo le antiche rotte della Via della Seta.
Per il 48enne si tratta della nona sfida portata a termine in contesti estremi, un traguardo raggiunto al termine di sei tappe tra montagne, steppe e deserto, in compagnia di 37 atleti provenienti da 13 Paesi. Partito dalla storica Samarcanda, Marchesani ha tagliato il traguardo nella suggestiva fortezza di Nur, costruita secondo la tradizione da Alessandro Magno nel 327 a.C.
“Il percorso, con un dislivello positivo di 4.800m e negativo di 5.000m, ci ha permesso una totale immersione nella cultura del territorio – racconta Marchesani – snodandosi attraverso valli montane, fiumi, rive di laghi, deserti, steppe, villaggi locali. Luoghi remoti e straordinari. Abbiamo anche dormito in villaggi locali, campi di yurte e campeggi allestiti nelle valli di montagna”.
Una sfida resa ancora più impegnativa dalla varietà dei terreni e dalle temperature che hanno toccato i 40 gradi.
Le prime tappe si sono sviluppate su sentieri di montagna, mentre dalla terza in poi lo scenario è cambiato radicalmente: lunghe piste dritte nel deserto, senza punti di riferimento. “Ho corso spesso da solo, circondato da animali e da spazi immensi. In questi ambienti capita di percepire vicini concorrenti che in realtà sono lontanissimi”, spiega.
Un’esperienza nuova anche dal punto di vista organizzativo, trattandosi della sua prima gara in semi-autosufficienza, dove ogni atleta deve gestire in autonomia alimentazione e materiali.
Marchesani non si ferma. Tra i prossimi obiettivi c’è ancora la 100 km del Passatore, mentre a fine agosto sarà al via della RunFire Cappadocia nella versione da 100 miglia. Una prova estrema, non solo per la distanza, ma per l’impatto mentale di correre in un ambiente monotono e senza riferimenti.
Negli anni il runner ravennate ha costruito un percorso fatto di sfide ai limiti: dai ghiacci della Siberia ai deserti di Oman, Sahara e Namibia, fino alla Mongolia con la Gobi March.
Da queste esperienze è nata anche un’idea tutta italiana: l’Epica dell’Acqua, ideata nel 2023 e ambientata nel Delta del Po. Una 100 km in tre tappe tra argini, strade bianche, pinete e ponti di barche, in programma, per il quarto anno dal 16 al 18 ottobre: 30 km giornalieri, abbandonando ogni spirito competitivo per lasciare spazio solo alle emozioni.
La manifestazione, organizzata dall’ASD Gli Epici, è realizzata grazie al sodalizio con i main partner Isola di Albarella, Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po e Grundfos, insieme agli enti patrocinanti Regione del Veneto, Veneto Agricoltura, Confartigianato Polesine, Provincia di Rovigo, Città di Rosolina, Città di Adria, Città di Porto Viro, i Comuni di Porto Tolle e Taglio di Po, Camera di Commercio di Venezia Rovigo, AIPo Agenzia Interregionale per il fiume Po, GAL Delta Po, Consorzio di Bonifica Delta del Po, Fondazione Ca’ Vendramin e acquevenete. Tutte le informazioni su epicadellacqua.it.


