DC Cervia: Sulla gestione delle Saline, solo scuse. Bisogna cambiare chi ha sbagliato
Per anni ci hanno raccontato che il problema erano le difficoltà esterne. La verità è che il problema è anche – e soprattutto – come sono state gestite le Saline di Cervia.
Mettiamo in fila i fatti: il Sale di Cervia funziona, il marchio è forte, il fatturato supera i due milioni di euro e i bilanci sono spesso in utile. E allora perché aumentano i costi? Perché cresce il debito? Perché il magazzino si gonfia invece di trasformarsi in vendite? La risposta è semplice: manca una gestione all’altezza.
L’alluvione è stata devastante e ha colpito duramente le saline. I finanziamenti pubblici, circa 6-7 milioni di euro, hanno evitato il collasso. Ma usare l’emergenza come alibi per coprire anni di inefficienze è inaccettabile. I problemi c’erano già prima.
Le saline sono una società pubblica. Questo significa una cosa sola: chi governa il Comune ha il dovere di controllare, indirizzare e intervenire. Invece abbiamo assistito a un immobilismo preoccupante. Costi in crescita, debiti che sfiorano il milione di euro, inefficienze evidenti: possibile che nessuno si sia accorto di nulla?
Qui non siamo davanti a un destino avverso, ma a responsabilità precise. Il centrosinistra ha gestito questo patrimonio senza visione e senza coraggio. Le saline non sono un problema da tamponare, sono una risorsa da far crescere. E invece sono state lasciate senza una strategia vera.
Serve un piano straordinario che metta insieme sicurezza idraulica, investimenti sugli impianti e una gestione finalmente efficiente. Ma soprattutto serve un cambio culturale: basta assistenzialismo, basta navigare a vista.
Il ‘sale dolce’ di Cervia è un brand unico. Poteva e doveva rendere molto di più. Non è accettabile produrre bene e vendere male. Non è accettabile avere un magazzino pieno e opportunità sprecate. Questo è il risultato di scelte sbagliate, non del caso.
Le saline devono tornare a essere un motore di sviluppo per tutta la città. Per farlo, però, serve una discontinuità vera. E questa discontinuità passa da una scelta chiara: cambiare chi ha governato finora.
Giuseppe Maione, candidato consigliere comunale della lista Cervia Byzantina
Simona Vietina, segretaria regionale della Democrazia Cristiana


