Punta Marina, il caso dei pavoni. Dal Safari Ravenna la proposta di adottarne 20
A Punta Marina il dibattito – da settimane – non riguarda nuove costruzioni, turismo o viabilità ma: i pavoni. Come noto, sono circa 150 gli esemplari che da tempo popolano la località, trasformando strade, giardini e tetti in un palcoscenico naturale dai colori sgargianti. Ultimamente, però, quella che per alcuni era una presenza affascinante si è trasformata in un vero e proprio caso nazionale.
La questione è tanto semplice quanto divisiva: i pavoni o si amano o si sopportano a fatica. Da un lato ci sono i sostenitori, cittadini e curiosi che vedono in questi animali un valore aggiunto per il territorio. La loro presenza, raccontano, rende Punta Marina unica, quasi esotica, capace di distinguersi dalle altre località balneari. I pavoni diventano così attrazione spontanea, soggetto fotografico e simbolo di una convivenza possibile tra uomo e natura.
Dall’altro lato cresce il fronte degli esasperati. Per molti residenti, infatti, la convivenza è ormai diventata insostenibile. Le lamentele si moltiplicano: danni a giardini e auto, sporcizia diffusa e soprattutto rumori continui, spesso all’alba o durante la notte. Il richiamo dei pavoni, potente e ripetitivo, per alcuni è ormai sinonimo di notti insonni e perdita di tranquillità.
In questo clima sempre più acceso, il Comune di Ravenna ha deciso di intervenire. L’amministrazione ha annunciato l’avvio di un censimento ufficiale della popolazione di pavoni, primo passo per comprendere l’entità del fenomeno e valutare eventuali soluzioni. Un’operazione che punta a trasformare una presenza incontrollata in una gestione strutturata.
Parallelamente emergono anche proposte concrete, che puntano ad alleggerire la pressione sul territorio senza ricorrere a interventi drastici. Tra queste, il Safari Ravenna, giardino zoologico in località Mirabilandia, si è detto disponibile ad accogliere circa 20 pavoni (15 maschi e 5 femmine), da inserire nell’area pedonale del parco.
Come spiegano dal parco, prima di procedere all’inserimento è necessario che le istituzioni si occupino di catturare e microchippare gli esemplari, per poi trasferirli nell’area protetta. Dopo il trasferimento i 20 pavoni saranno tenuti in quarantena per garantire l’assenza di malattie trasmissibili agli altri animali ospiti del Safari Ravenna.
Resta però il nodo principale: come bilanciare il rispetto per gli animali con la qualità della vita dei residenti?
Per ora, tra piume variopinte e proteste, il paese resta diviso. E mentre si attende il censimento e le decisioni del Comune, i pavoni continuano indisturbati a passeggiare per le strade, ignari di essere diventati il centro di un dibattito che ha superato i confini locali.



