Turismo accessibile
|Rimini, la spiaggia inclusiva diventa caso di studio Unibo: “Spiaggia Libera Tutti” al centro di una ricerca sul turismo accessibile
La spiaggia inclusiva di Rimini “Spiaggia Libera Tutti” finisce al centro di un’analisi accademica che ne evidenzia l’impatto sul territorio e sul modo di concepire il turismo accessibile. A raccontarne le trasformazioni è il lavoro “Stessa spiaggia, stesso mare?”, realizzato da quattro studenti del corso di Sociologia del Territorio del Campus di Forlì dell’Università di Bologna, coordinato dal professor Gabriele Manella.
Lo studio, firmato dagli studenti Astkhik Sargsian, Claudio Govi, Nicoletta Fantini e Veronica Corneli, si concentra sulla spiaggia inclusiva inaugurata la scorsa estate a Piazzale Boscovich, analizzandola non solo come infrastruttura, ma come esempio di trasformazione sociale e urbana.
Nel loro lavoro, gli studenti evidenziano come il progetto rappresenti “non soltanto un intervento infrastrutturale, ma un vero progetto di welfare territoriale capace di coniugare inclusione, socialità e innovazione turistica”, grazie a un modello organizzato secondo criteri di universal design, con passerelle, gazebo, cabine dedicate e accessi al mare pensati per garantire autonomia alle persone con disabilità motorie, sensoriali e cognitive.
Il progetto del Comune di Rimini nasce proprio con l’obiettivo di ampliare l’accessibilità degli spazi pubblici e ridefinire il concetto di accoglienza turistica. In questa direzione, la ricerca sottolinea come il turismo accessibile stia diventando uno degli elementi centrali dell’evoluzione della città.
Secondo lo studio, “il turismo accessibile rappresenta oggi una delle espressioni più significative della trasformazione territoriale di Rimini”, che continua a innovare il proprio modello turistico valorizzando il diritto alla fruizione dello spazio pubblico.
Particolare attenzione viene dedicata anche al ruolo della coprogettazione tra istituzioni, cooperative sociali e realtà del territorio, definita dagli studenti come un esempio di “welfare di comunità e innovazione sociale replicabile”.
Il progetto include anche un’intervista doppia al sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad e al presidente dell’associazione Amici di Gigi, Valerio Tomaselli, che gestisce la spiaggia inclusiva. Nel confronto vengono approfondite le origini dell’iniziativa, le difficoltà affrontate e gli sviluppi futuri del modello riminese, già osservato con interesse da altre amministrazioni italiane e straniere.
Tra i dati emersi nella prima stagione di attività figurano circa 5mila presenze, oltre 1.500 prenotazioni e un tasso di occupazione dei gazebo del 126%, numeri che per i ricercatori “non sono solo un indicatore di successo, ma rivelano un bisogno sociale a lungo rimasto inespresso”.
La ricerca conclude offrendo una lettura sociologica del progetto, che contribuisce a ridefinire l’identità turistica della città nel segno dell’inclusione, mantenendo il legame con la tradizione dell’ospitalità romagnola e proiettandola verso un modello più aperto e accessibile.


