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|FIM CISL Romagna: “L’emergenza Electrolux rischia di affossare il territorio”
Doveva essere un confronto dedicato soprattutto ai temi della sicurezza sul lavoro, dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale applicata alla manifattura. Ma il Consiglio direttivo della FIM CISL Romagna, riunito nella sede della CISL Romagna di Cesena, si è inevitabilmente trasformato in un lungo confronto sulla crisi Electrolux e sulle pesanti conseguenze che il piano annunciato dalla multinazionale rischia di avere sullo stabilimento di Forlì, sull’indotto e più in generale sull’intero sistema produttivo romagnolo.
Al tavolo erano presenti il segretario generale della CISL Romagna Francesco Marinelli, il segretario della FIM CISL Romagna Riccardo Zoli e i rappresentanti della segreteria nazionale FIM CISL Valerio D’Alò e Antonello Gisotti.
Il clima emerso durante il direttivo è stato definito di forte preoccupazione, in particolare dopo le notizie relative ai possibili esuberi e alla riorganizzazione produttiva annunciata dall’azienda. Una situazione che, secondo il sindacato, rischia di aprire una nuova fase di deindustrializzazione del territorio.
Il confronto si è aperto con un richiamo alla mobilitazione dei lavoratori davanti ai cancelli dello stabilimento forlivese e al Consiglio comunale straordinario convocato nelle scorse ore per affrontare la vertenza insieme a sindacati, istituzioni e rappresentanti politici.
Nel suo intervento, Riccardo Zoli ha parlato apertamente del clima vissuto dai dipendenti dello stabilimento, descrivendo “angoscia e determinazione” tra i lavoratori. “Quella di Electrolux non è soltanto una vertenza sindacale”, ha dichiarato il segretario della FIM CISL Romagna. “È una battaglia di civiltà che riguarda tutta la Romagna e che chiama in causa il futuro industriale del territorio”.
Secondo Zoli, il piano presentato dalla multinazionale rischia di avere un impatto pesantissimo non solo sui lavoratori diretti ma anche sull’indotto e sulle tante piccole aziende collegate allo stabilimento. “Parliamo di circa 400 persone che rischiano di vedere stravolta la propria vita lavorativa e familiare in pochissimo tempo”, ha sottolineato. “È un colpo durissimo per centinaia di famiglie e per un sistema produttivo che rappresenta uno dei pilastri dell’economia locale”.
Il segretario della FIM CISL Romagna ha poi richiamato il tema dell’innovazione, sostenendo che la trasformazione tecnologica non possa diventare uno strumento per giustificare ridimensionamenti produttivi o delocalizzazioni. “L’intelligenza artificiale e l’innovazione devono essere strumenti per aumentare competitività, qualità e sicurezza dei processi produttivi”, ha spiegato. “Non possono diventare il paravento dietro cui si nascondono ritirate industriali”.
Durante il direttivo è stato inoltre sottolineato il clima di compattezza istituzionale registrato a Forlì, con la partecipazione del sindaco Gian Luca Zattini, della Giunta e di numerosi rappresentanti istituzionali al presidio dei lavoratori e al confronto sulla crisi.
Tra le iniziative annunciate figurano la richiesta di un incontro diretto con la dirigenza aziendale e la volontà di mantenere alta la pressione politica e sindacale sulla vertenza. Particolare rilievo viene attribuito anche alla mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Forlì, che impegna l’amministrazione a sostenere tutte le iniziative a tutela dell’occupazione e della continuità produttiva.
Nel suo intervento, Francesco Marinelli ha allargato il ragionamento alla situazione generale del sistema industriale italiano, evidenziando le criticità legate ai costi energetici, alla competitività e alla mancanza di una strategia industriale nazionale.
“Senza una vera politica industriale, senza investimenti in innovazione e senza un serio intervento sul costo dell’energia, il rischio è che le nostre eccellenze produttive vengano trattate semplicemente come variabili di bilancio”, ha affermato il segretario generale della CISL Romagna.
Secondo Marinelli, aziende come Electrolux hanno “una responsabilità sociale verso il territorio” e devono fornire risposte chiare sul piano occupazionale e industriale. “Se un territorio rinuncia a difendere la propria manifattura”, ha aggiunto, “rinuncia anche a una parte fondamentale del proprio futuro economico e sociale. Tutto questo non lo permetteremo”.
Molto duro anche l’intervento del segretario nazionale FIM CISL Valerio D’Alò, che ha definito “inaccettabile” il piano presentato dalla multinazionale. “Non si possono annunciare chiusure e tagli occupazionali senza presentare un vero piano industriale e senza indicare prospettive produttive credibili”, ha dichiarato.
Secondo la FIM, la vertenza Electrolux riguarda ormai l’intero comparto italiano degli elettrodomestici, alle prese con costi energetici elevati e una concorrenza internazionale sempre più aggressiva. Per questo motivo FIM, FIOM e UILM hanno proclamato lo stato di agitazione permanente e otto ore di sciopero nazionale, chiedendo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy l’apertura di un tavolo permanente dedicato al settore.


