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Alta Velocità in Romagna, la CISL: “Basta campanilismi, serve un Patto della Mobilità”

Nel pieno del dibattito su Alta Velocità, nuove fermate ferroviarie e grandi infrastrutture, la CISL Romagna prova a spostare il baricentro della discussione: meno rivalità territoriali e più visione d’insieme. Per il sindacato, il rischio è che la Romagna perda un’occasione strategica se il confronto continuerà a trasformarsi in una competizione tra città o province. Da qui l’appello a costruire un vero “Patto della Mobilità Romagnola”, capace di integrare ferrovia, strade, aeroporti, porto e trasporto pubblico in un unico sistema territoriale.

In una presa di posizione sul futuro della mobilità romagnola, la CISL chiede infatti di superare le contrapposizioni sulle fermate dell’Alta Velocità e di riprendere il percorso di pianificazione condivisa avviato con Romagna Next, il piano strategico di area vasta che, secondo il sindacato, rischia oggi di essere rimasto sulla carta.

“La discussione non può ridursi a una guerra dei campanili”, sottolinea la segreteria di CISL Romagna, rilanciando la necessità di considerare le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini come un’unica area metropolitana integrata.

Per la CISL il tema riguarda il funzionamento complessivo della rete dei trasporti romagnola. Sul tavolo ci sono il potenziamento della E45, della Statale 16 Adriatica, gli aeroporti Aeroporto Luigi Ridolfi di Forlì e Aeroporto Internazionale Federico Fellini di Rimini, il trasporto pubblico locale e il ruolo strategico del porto di Ravenna.

Secondo il sindacato, tutte queste infrastrutture devono dialogare tra loro per sostenere tre pilastri economici del territorio: i distretti produttivi, il sistema fieristico-congressuale e il turismo. “Chiediamo a tutte le istituzioni, alle associazioni di categoria e alle forze sociali di alzare lo sguardo e non arrendersi davanti alla complessità, evitando personalismi e rivendicazioni territoriali parziali”.

Secondo la CISL Romagna, la vera sfida non è decidere dove fermare un singolo treno veloce, ma come permettere a lavoratori, studenti, turisti e merci di muoversi fluidamente all’interno di tutta la Romagna e verso i grandi corridoi nazionali ed europei. Serve, dunque, una forte intermodalità: il ferro deve dialogare con la gomma in modo efficiente, garantendo coincidenze reali, bigliettazione unica e collegamenti capillari anche per le aree interne e collinari, spesso a rischio isolamento.

L’appello: un tavolo comune per il “Patto della Mobilità”

Per trasformare questa visione in realtà, la CISL Romagna lancia un appello formale a tutti i soggetti in campo per l’apertura di un confronto serio, strutturato e privo di pregiudizi: “Invitiamo i Sindaci, la Regione Emilia-Romagna, le rappresentanze economiche e i gestori delle reti di trasporto a sedersi attorno a un tavolo comune per ripartire concretamente dallo spirito di Romagna Next,” conclude la Segreteria sindacale. “La Romagna ha bisogno di un vero e proprio ‘Patto della Mobilità’. Solo attraverso la concertazione e una pianificazione strategica condivisa potremo attrarre gli investimenti necessari, tutelare l’ambiente, migliorare la qualità della vita dei lavoratori pendolari e sostenere la competitività delle nostre imprese. Dividersi oggi significa condannarsi all’irrilevanza domani”.