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Corone di alloro con il fiocco rosso, mazzi di fiori tra le mani di parenti e amici e l’immancabile lancio del tocco, tra sorrisi, abbracci e tanta emozione. Sono questi gli ingredienti della mattinata di oggi, 25 maggio, in occasione della proclamazione delle prime otto laureate del corso di Medicina e Chirurgia a Ravenna, un traguardo storico per la città e per l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.

La cerimonia si è svolta nella sede del corso di laurea in Medicina e Chirurgia presso l’ospedale Santa Maria delle Croci, in viale Randi 5, alla presenza delle istituzioni e dei vertici accademici e sanitari del territorio.

Tra i presenti il Magnifico Rettore Giovanni Molari, il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale, il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni, la coordinatrice del corso di laurea Mirella Falconi Mazzotti, il direttore generale dell’Ausl Romagna Tiziano Carradori e il presidente de La Cassa di Ravenna Antonio Patuelli.

“È una stagione importante per l’Università di Ravenna, e con questa laurea in Medicina cresce il ruolo della medicina in Romagna – ha detto il Magnifico Rettore Giovanni Molari –. Siamo felici anche dei numeri delle iscrizioni. Nel prossimo futuro supereremo i 1000 iscritti nel corso di laurea qui a Ravenna”.

Molari ha sottolineato come si tratti di “un bellissimo momento, con i primi laureati del corso di Medicina e Chirurgia a Ravenna, dopo quelli di Forlì della scorsa settimana”. Un progetto avviato alcuni anni fa e che, secondo il Rettore, ha superato le aspettative iniziali: “Oggi gli iscritti sono 180 all’anno, cresciuti progressivamente, così come sono cresciute attività, spazi, laboratori e aule. È cresciuto tutto il sistema della medicina universitaria in Romagna”.

Un’espansione che ha coinvolto non solo Ravenna e Forlì, ma anche gli altri poli della rete formativa regionale: Cesena e Rimini. “Una scelta fortemente voluta e sostenuta da Regione, Ausl Romagna e territorio – ha aggiunto Molari – che ha permesso di costruire una rete ampia di formazione clinica, con circa trenta unità di direzione universitaria attive nei principali settori della formazione medica”.

Molari ha poi definito l’iniziativa “pionieristica, per alcuni aspetti unica nel panorama nazionale”, sottolineando come a Ravenna sia stata ampliata in modo strutturale l’intera rete formativa: spazi per docenti, aule studio e infrastrutture pensate per permettere agli studenti di vivere pienamente la dimensione ospedaliera.

L’obiettivo indicato dal Rettore è quello di consolidare la presenza universitaria attiva sul territorio, rafforzare la proiezione della medicina universitaria e favorire la ricerca biomedica e clinica a beneficio dell’ateneo e della comunità.

Un passaggio anche sul sistema sanitario: “L’Ausl Romagna non è un policlinico universitario – ha osservato Molari – ma è necessario lavorare insieme, Università, Ausl e Regione, per individuare una soluzione istituzionale stabile capace di riconoscere la presenza universitaria nella sanità romagnola. L’obiettivo è far evolvere l’Ausl Romagna da azienda sanitaria ordinaria ad azienda sanitaria universitaria, con protocolli chiari”.

Rivolgendosi infine alle neolaureate, il Rettore ha concluso: “Siete il segno concreto della riuscita di questo progetto. Avete dato forma a una scommessa partita sei anni fa”.

A seguire, le parole della coordinatrice del corso di laurea in Medicina e Chirurgia, Mirella Falconi Mazzotti, che ha voluto sottolineare il valore umano e formativo del percorso appena concluso: “È una giornata bellissima e un’esperienza che noi docenti abbiamo vissuto con grande gioia. Vi ringraziamo per quello che abbiamo condiviso in questi sei anni e sono certa che questo traguardo sia per tutte voi un punto di partenza”.

Falconi Mazzotti ha poi evidenziato lo spirito con cui si è sviluppato il corso: “È stato un bel lavoro di squadra tra istituzioni pubbliche e private e studenti. Un percorso costruito insieme, che ha permesso di far crescere non solo la formazione, ma anche il senso di comunità accademica e professionale sul territorio”.

A seguire, le parole del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale, che ha definito quella di oggi “una giornata importante, per voi e per tutta la comunità”, sottolineando il valore non solo personale del traguardo raggiunto dalle neolaureate, ma anche il significato collettivo per il territorio ravennate e romagnolo.

De Pascale ha ricordato come la scelta di attivare il corso di Medicina a Ravenna abbia radici profonde, nate ben prima della pandemia, con l’obiettivo di garantire sul territorio «lo stesso livello di qualità, se non maggiore», attraverso corsi di laurea a pieno titolo dell’Università di Bologna.

Per il presidente della Regione, la sfida dei nuovi poli universitari in Romagna è stata quella di costruire un’offerta formativa completa e di eccellenza, capace di creare opportunità concrete per il territorio e per il sistema sanitario locale.

Rivolgendosi direttamente alle neolaureate, De Pascale ha quindi espresso un auspicio per il futuro professionale delle giovani mediche: “Mi auguro che tutti noi faremo il possibile perché possiate e vogliate restare qui a lavorare, per garantire le migliori cure possibili a tutte e tutti”.

Tiziano Carradori, direttore generale Ausl Romagna ha sottolineato:  “Questo risultato rappresenta una importante tappa di un processo di integrazione che fonda le sue radici da almeno sei anni. Deve essere grande motivo di orgoglio e stimolo per continuare l’impegno dell’Azienda nel consolidare questa importante forma di collaborazione con l’Università e gli stakeholders locali. Un percorso significativo e utile al processo di revisione e miglioramento che la nostra Regione sta intraprendendo con l’Università”.

A prendere la parola è stato anche il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni, che ha espresso “grande gioia e orgoglio” per il traguardo raggiunto. “Non è solo un momento personale o istituzionale – ha detto – ma un risultato che appartiene a tutta la città”.

Barattoni ha sottolineato come il percorso del corso di Medicina sia stato avviato anni fa e come oggi rappresenti un tassello fondamentale nella crescita universitaria di Ravenna. Ha inoltre richiamato le difficoltà iniziali e la necessità di migliorare nel tempo l’integrazione tra città e università, anche sul piano dei servizi e della mobilità.

«Ogni occasione come questa – ha aggiunto – ci sprona a fare meglio, per diventare sempre più una vera città universitaria”. Il sindaco ha infine ricordato il lavoro istituzionale portato avanti negli anni e la prospettiva di ulteriore sviluppo del progetto, che coinvolgerà anche le future generazioni di studenti.