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Energie rinnovabili, approvata in Emilia-Romagna la legge sulle aree idonee

L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato il progetto di legge regionale che disciplina l’individuazione delle aree idonee all’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili, fissando criteri e limiti per lo sviluppo energetico sul territorio.

Il provvedimento recepisce quanto previsto dal decreto legislativo 190 del 2024 e punta a consentire il raggiungimento degli obiettivi energetici assegnati alla Regione, pari a 6,3 GW di nuova potenza da fonti rinnovabili.

“Con questa legge l’Emilia-Romagna compie un passo decisivo verso la transizione energetica – dichiarano il relatore di maggioranza Luca Sabattini e il capogruppo del Partito Democratico Paolo Calvano –, definendo regole chiare e criteri certi per lo sviluppo delle energie rinnovabili, coniugando gli obiettivi ambientali con la tutela del paesaggio, dell’agricoltura di qualità e delle comunità locali”.

Tra i punti centrali della legge c’è la scelta di privilegiare aree già urbanizzate o compromesse per l’installazione degli impianti.

“La scelta politica che abbiamo compiuto è quella di privilegiare innanzitutto superfici già urbanizzate o compromesse – proseguono Sabattini e Calvano –: tetti di capannoni, parcheggi, aree produttive, cave ripristinate, interporti e siti da bonificare. Vogliamo un modello di sviluppo energetico sostenibile e integrato con il territorio”.

La normativa introduce inoltre limiti specifici all’utilizzo della superficie agricola. La quota massima regionale destinabile agli impianti da fonti rinnovabili viene fissata all’1,5% della superficie agricola utilizzata regionale, mentre a livello comunale il limite stabilito è del 2,5%, calcolato a partire dal 2020.

Particolare attenzione viene riservata alle produzioni agricole di qualità. Nelle aree interessate da colture certificate, biologiche, Dop e Igp sarà possibile installare esclusivamente impianti agrivoltaici compatibili con la continuità dell’attività agricola.

“Abbiamo costruito una norma equilibrata che protegge le eccellenze agroalimentari emiliano-romagnole e introduce criteri rigorosi per l’agrivoltaico – sottolineano –, imponendo il mantenimento della produttività agricola e controlli periodici per evitare fenomeni speculativi”.

Il testo approvato prevede anche strumenti di monitoraggio regionale sulla diffusione degli impianti e sul consumo di suolo agricolo, misure di compensazione ambientale e territoriale per le comunità locali, norme contro il frazionamento artificioso dei progetti e criteri specifici per impianti eolici, biogas, biometano, idroelettrico e sistemi di accumulo.

Tra le novità anche l’istituzione di un Tavolo regionale di coordinamento per lo sviluppo delle rinnovabili e delle infrastrutture di rete.

La legge dedica inoltre un capitolo specifico all’autoconsumo e alle Comunità energetiche rinnovabili, considerate strumenti strategici per rafforzare la produzione diffusa di energia e ridurre i costi per cittadini e imprese.

“L’obiettivo è accompagnare la crescita delle energie rinnovabili con regole trasparenti, certe e sostenibili. L’Emilia-Romagna vuole essere protagonista della sfida climatica senza rinunciare alla qualità del proprio paesaggio, alla forza del suo sistema agricolo e alla competitività del proprio tessuto produttivo”, concludono Sabattini e Calvano.