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Legacoop Romagna: “PAI Po, la nuova normativa regionale concilia sicurezza e possibilità di sviluppo”

Legacoop Romagna interviene nel dibattito sul nuovo Piano di Assetto Idrogeologico e accoglie con favore la norma “ponte” che la Regione Emilia-Romagna si appresta ad approvare per gestire la fase transitoria. Secondo l’associazione, il provvedimento consentirà di coniugare la sicurezza del territorio con lo sviluppo economico, salvaguardando circa 500 milioni di euro di investimenti programmati dalle cooperative romagnole nei prossimi anni. Di seguito il comunicato integrale.

“Il futuro della Romagna è certamente – e strettamente – connesso alla tutela del suo territorio, divenuto strutturalmente fragile a seguito delle terribili alluvioni del 2023 e 2024. La sicurezza idrogeologica è una priorità per tutti i romagnoli, per le Istituzioni locali ed anche per le imprese associate a Legacoop Romagna, in molti casi colpite direttamente dagli eventi catastrofali e, generalmente, legate alle loro comunità da quella attitudine al benessere collettivo, che è una caratteristica cooperativa identitaria” sottolineano.

È questo l’approccio che ha portato Legacoop ad intervenire con preoccupazione nel dibattito scaturito a seguito dell’adozione del nuovo “Piano di Assetto Idrogeologico” da parte dell’Autorità di Bacino, accompagnato dalla volontà di provare a tenere insieme la tutela del territorio romagnolo, con la tenuta della sua economia e lo sviluppo delle imprese che qui operano. “Un equilibrio non semplice, ma necessario, responsabilmente finalizzato a non disperdere quel patrimonio di buon governo, qualità della vita e operosità, che alimenta da sempre la capacità della Romagna di essere un territorio attrattivo ed accogliente – anche sul piano economico – determinandone lo sviluppo” evidenziano da Legacoop.

“Riconosciamo all’Autorità di Bacino un impegno importante nelle fasi di presentazione del Piano, che sono state capillari, così come nella reiterata disponibilità ad accogliere le osservazioni da parte delle imprese. Un atteggiamento che ha aiutato tutti ad approfondire un impianto normativo e regolamentare non semplice, nel tentativo condiviso di migliorarlo” proseguono.

“È esattamente ciò che sta accadendo, soprattutto grazie alla norma che la Regione Emilia-Romagna – puntualmente, rispetto all’impegno assunto a inizio anno – si sta apprestando ad adottare, andando a definire le modalità con cui gestire il periodo transitorio di salvaguardia, con l’obiettivo di assicurare l’attuazione degli strumenti stabiliti dall’autorità di Bacino nel settore urbanistico – commentano – . Una norma “ponte” – di cui la consigliera regionale Francesca Lucchi è stata nominata relatrice dall’assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna –, che prende atto degli interventi già approvati, autorizzati o comunque idonei all’avvio dei lavori (o già avviati), senza bloccarne la fattibilità, pur in un percorso che prevede una maggiore responsabilizzazione da parte dei beneficiari, siano essi imprese o cittadini, attraverso la produzione di ulteriori relazioni tecniche ed adeguamenti progettuali”.

“Infatti, l’intervento normativo su cui sta lavorando la Regione inserisce nella legge urbanistica regionale LR 24/2017 un nuovo articolo, il 75 ter, che consente di fornire le opportune indicazioni ai Comuni, ai cittadini ed alle imprese, per arrivare ad un tempestivo recepimento dei contenuti e delle previsioni del Piano di Assetto Idrogeologico nei loro strumenti urbanistici, con un procedimento fortemente semplificato – proseguono -.  Non immaginiamo che sarà semplice, né, certamente, automatico riuscirci”.

“Restano infatti a carico di noi tutti – pubblico e privati – obiettivi di tenuta e tutela della Romagna che, come detto, hanno una complessità enorme – proseguono da Legacoop Romagna -. Mettiamo quindi in conto che più di una aspettativa possa uscirne ridimensionata. Ma siamo anche certi, dopo esserci confrontati, come d’abitudine, con le cooperative romagnole coinvolte, di poter affermare, che il provvedimento regionale ci convince e va esattamente nella direzione auspicata dalle nostre imprese. Quella, cioè, di conciliare la necessità di garantire adeguata sicurezza dal punto di vista idrogeologico, scongiurando il rischio di “vetrificazione” per un territorio che necessita di uno sviluppo equilibrato”.

“Ciò significa che i 500 milioni di investimenti previsti nei prossimi anni dalle cooperative aderenti a Legacoop in Romagna – che sarebbero stati messi a rischio da una chiave di lettura meno coraggiosa di quella individuata dalla Regione – in realtà potranno concretizzarsi, garantendo al nostro territorio quel percorso di sviluppo equilibrato di servizi ed opportunità per i cittadini, al quale da sempre lavoriamo” evidenziano.

“In sintesi, con la scelta della Regione, grazie ad un ottimo mix di scelte politiche e di capacità professionale degli assessorati e dei dirigenti coinvolti, si concretizza un bel pezzo di quella politica fatta di confronto, analisi dei rischi, verifica delle opportunità, attenzione agli interessi collettivi, che costituisce per tutti la garanzia migliore per vivere, lavorare e continuare a crescere” proseguono ancora.

“Per questo – concludono da Legacoop Romagna – ci auguriamo che le forze politiche presenti all’interno dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna sappiano garantire un segno chiaro di attenzione alle imprese ed ai cittadini, favorendo un rapido e condiviso iter di approvazione della norma che da mesi stavamo attendendo.