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Ravenna Festival, il Woodpecker di Milano Marittima rivive con Moreno il Biondo e Andrea Mingardi

Sarà Moreno Conficconi, detto il Biondo, accompagnato dalla Paradise Band e con ospite speciale Andrea Mingardi insieme a Maurizio Tirelli ed Emanuela Cortesi, a celebrare in musica la storica discoteca Woodpecker, progettata dall’architetto e designer Filippo Monti.

Lo farà con il concerto “Anime ribelli. Il suono degli anni ‘70”, ultimo appuntamento della rassegna “Il trebbo in musica” del Ravenna Festival, in programma venerdì 10 luglio alle 21.30all’Arena dello Stadio dei Pini di Cervia-Milano Marittima. La serata in realtà comincerà già alle 18.30 con la presentazione del libro “Filippo Monti (1928-2015). L’opera nel tempo e nei luoghi”, a cura di Cristina Ambrosini, Susanna Caccia Gherardini, Claudio Piersanti e Francesca Castanò, con l’intervento anche in tal caso di Mingardi.

Da subito considerato uno spazio avveniristico che, come un’astronave aliena atterra sull’acqua, il Woodpecker di Milano Marittima ha segnato gli anni che hanno fatto della Riviera romagnola il cuore battente della vita notturna italiana e non solo. Costruito tra il 1966 e il 1968, l’esclusivo night club ha ospitato regolarmente Caterina Caselli all’apice del successo, i Giganti, la big band del cubano Don Marino Barreto, quella di Tonino d’Ischia e dei Forestieri. Altre presenze fisse erano quelle di Nunzio Filogamo, presentatore per ben cinque volte del festival di Sanremo, dell’attore Tino Scotti che portò il teatro nel locale. Richiestissima era anche l’orchestra di Franco Campanino con l’irresistibile beat, ispirato in particolare ai brani più famosi dei Rolling Stones.

Moreno Conficconi, cosa potrà aspettarsi il pubblico da questo speciale concerto?

«Di rivivere per una sera quell’entusiasmante periodo musicale in cui è nata la disco music, nell’immediato post 1968. Sarà un vero e proprio salto indietro nel tempo, in cui suoneremo brani diversi, passando dal twist al beat, dal rock al soul e funky, senza dimenticare i lenti. Il nostro sarà un repertorio ricchissimo, capace di spaziare da Lucio Battisti ai Bee Gees, da John Lennon ad Adriano Celentano e Patty Pravo, in cui non mancheranno pezzi iconici come “Imagine”, “Azzurro”, “La bambola” e “La canzone del sole”».

A livello personale, come vivrà questo appuntamento?

«Per me è un grande regalo perché mi dà l’occasione di ricordare le mie prime esperienze musicali a 16-18 anni. Quelli erano gli anni in cui ho cominciato a suonare nelle band, gli anni in cui c’era la moda delle balere e delle orchestre musicali e in cui stavano arrivando anche i primi dj set. Una fase di passaggio caratterizzata da una qualità straordinaria, in cui c’era anche tanta curiosità di conoscere la musica proveniente dall’estero, oltre a quella nuova che circolava in Italia».

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Che memoria ha in particolare del Woodpecker?

«Sinceramente non ho un ricordo chiaro del locale, ero davvero tanto giovane. Vivevo come una scoperta continua questi luoghi, come il Woodpecker appunto o l’Altromondo Studios di Rimini, che per me erano pura fantascienza, il futuro che stava arrivando. Mi è rimasta impressa soprattutto l’atmosfera, frutto di una libera idea del divertimento. Compito della musica in quegli anni era di divertire prima di tutto. Spesso suonavamo con due altoparlanti ai lati del palco e sentivamo poco, era un po’ come ballare anche noi in pista insieme al pubblico, sia quando c’era il ‘giro’ del liscio sia quando c’era quello del moderno».

Qual è stato il suo primo pensiero quando le è stato proposto l’evento?

«Ho subito detto agli organizzatori che serviva un testimonial che potesse raccontare e in qualche modo ‘legittimare’ una serata che parlava della Romagna del turismo, in cui tutti i cantanti big dell’epoca passavano a suonare. Il Woodpecker di quegli anni era paragonabile per importanza al Piper Club di Roma. Così ho proposto Mingardi che avrà a disposizione 40 minuti durante il concerto, in cui poter cantare le sue canzoni di successo, oltre ad affrontare con noi il repertorio dell’epoca».

Ad affiancarla c’è anche la Paradise Band con Claudia Cieli, Roberto Morganti, Pier Martinetti, Davide Castagno e Giuseppe Zaghini…

«Sì, è l’orchestra presente regolarmente alla trasmissione di Rai 2 “Paradise. La finestra dello showbiz” condotta da Pascal Vicedomini, scelta proprio per il suo straordinario repertorio».

Le aspettative sono dunque di una serata di buona musica e di grande energia?

«Sì, un concerto così non si è ancora visto per varietà e qualità. A caratterizzarla sarà una vera e propria ricerca del suono con un chiaro rimando agli anni Settanta, alle ‘anime ribelli’, come evocato nel titolo del concerto. Una musica di livello molto elevato in un contesto che ha un valore altrettanto importante. Chissà, potrebbe essere l’anticipazione di un altro evento più avanti. Ora c’è molto la moda delle feste anni Ottanta e Novanta, ma non bisogna mai dimenticare che il grande momento musicale è stato quello dal 1960 al 1975».

Guardando al prossimo futuro, a quali altri progetti sta lavorando?

«A un percorso legato alla tradizione del dialetto romagnolo e al suo ‘sound’ in generale, come testimoniato dal mio disco “The Circle”. Per proiettare questa musica in un futuro serve un dialogo con altri generi musicali e con altri artisti, come Peter Gabriel per esempio che ha dimostrato vicinanza. Bisogna confrontarsi e collaborare per crescere, approfittando di questa esigenza di portare in alto la musica della propria terra. In un mondo sempre più caratterizzato dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale, c’è sempre più bisogno di purezza, di ritorno alle origini».

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