Logo
Faenza Eco-logica sull’annunciato taglio di 77 alberi in città
Foto d'archivio

Ieri, di domenica, il Comune di Faenza ha diramato un comunicato stampa per informare che “prenderanno il via a metà luglio gli interventi predisposti dal Servizio Manutenzione Verde dell’Unione della Romagna Faentina per l’abbattimento urgente di 77 alberature distribuite in parchi, viali, strade e aree verdi della città. L’obiettivo è eliminare situazioni di potenziale pericolo per la pubblica incolumità dovute al grave stato fitosanitario e strutturale di numerosi esemplari”.
In pratica informano il giorno prima che si abbatteranno 77 alberi (tra cui querce, robinie, aceri e pioppi oltre ai maestosi cedri) il giorno successivo. Impossibile opporsi o chiedere contro perizie.
Ad ogni modo chiederemo tramite accesso generalizzato agli atti le perizie e l’ordinanza perché 77 alberi non si abbattono sulla fiducia e solo con un comunicato stampa. Peraltro in periodo di nidificazione con il rischio di distruggere i nidi.
La legge vieta di abbattere alberi da marzo ad agosto a meno di effettivo ed imminente pericolo.
L’Unione della Romagna Faentina precisa che “tutti gli alberi abbattuti saranno sostituiti. È già in corso la programmazione delle nuove piantumazioni, che saranno effettuate quando le condizioni climatiche saranno favorevoli. Le nuove essenze saranno selezionate privilegiando specie più resistenti al caldo, alla siccità e agli eventi meteorologici estremi, così da rendere il patrimonio arboreo urbano più resiliente ai cambiamenti climatici”.
Eppure ci chiediamo quali alberi andranno mai bene, visto che stanno abbattendo querce, aceri e pioppi, tipici di queste latitudini e di climi caldi. Li sostituiranno con palme e cactus?
Siamo poi sicuri che i giovani alberi saranno più resistenti?
Un giovane albero fa molta più fatica a resistere alle estati roventi rispetto a un albero adulto, e va costantemente bagnato almeno per i primi 7 anni.
Lo vediamo nel parco di via Donatini e tanti altri parchi, le nuove piantagioni sono in sofferenza. Ogni anno si seccano metà delle essenze. Quelli che sopravvivono fanno fatica a crescere.
È ridicolo dire che in tempo di crisi climatica sono migliori altre essenze, perché comunque non basterebbe l’acqua per annaffiare le giovani piante. A meno che il comune non voglia sostituirli con catus e fichi d’India.
Un albero adulto e maestoso fornisce talmente tanti benefici ecosistemici che non si sostituisce con un giovane alberello, e nemmeno con due o tre alberi. Secondo studi scientifici ne servirebbero migliaia.
Il loro abbattimento, a meno che non siano effettivamente già secchi o estremamente pericolosi, comporterebbe una perdita netta, un disastro per tutta la città anche in termini di benefici ecosistemici, di riduzione di frescura, ombra, assorbimento delle polveri sottili. Ridurranno anche i benefici di assorbimento dell’acqua piovana in eccesso, e quindi un aumento del rischio di allagamenti in caso di bombe d’acqua.
Non capiamo inoltre che pericolo può dare un albero in un parco, visto che quando c’è vento i parchi sono chiusi.
Ad ogni modo, per sapere con esattezza dove si trovano questi alberi e le perizie, faremo accesso agli atti. Vogliamo i documenti, non ci basta un generico e rassicurante comunicato stampa.
Non vorremmo che, con la scusa della “sicurezza” si stia solo alimentando un giro di soldi tra ditte private che fanno perizie, tagliano e ripiantano.

Faenza eco-logica