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Marina di Ravenna: Lettera aperta a chi la ama (e a chi la governa)

Una riflessione sullo stato di Marina di Ravenna e sulle prospettive della località. Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta che segue, nella quale l’autore analizza criticità e potenzialità del paese, dal turismo alla viabilità, dal decoro urbano alla sicurezza, proponendo alcune idee per il futuro. Di seguito il testo integrale.

Ricostruire i fatti è abbastanza semplice; scoprire e capire cosa prova la gente, e cosa serve davvero a Marina, è la vera sfida. Oggi c’è una profonda confusione. Marina dovrebbe essere una località turistica, ma vive in una costante contraddizione: non sa più cos’è, non sa che strada prendere. Forse ricorda cos’era, ma fatica a immaginare il proprio futuro.

Periodicamente si evoca con enfasi un “progetto di rilancio”, come fosse la chiave di volta di ogni problema. Ma la realtà che viviamo ogni giorno racconta un’altra storia.

Il peso dell’abbandono

Io Marina la conosco: ci sono nato, ci sono ritornato e spero di morirci. Sarà per questo che vederla così è maledettamente doloroso. Strade, marciapiedi, verde pubblico, arredo urbano, fino allo storico mercato del pesce: tutto sembra abbandonato a se stesso. Il degrado è diventato così diffuso che quasi non ci si lamenta più, ci si è abituati, assuefatti.

Marina però non lo considera normale. Non per nostalgia, ma perché ha memoria. Ricorda quando era al centro dell’attenzione, quando gli imprenditori investivano su di lei, le iniziative si moltiplicavano e l’economia girava, creando valore per tutti.

La cultura del ritardo e dell’emergenza

Il problema principale è che l’Amministrazione Pubblica si muove costantemente in ritardo rispetto alle necessità reali del paese. Si attende sempre che le cose decadano o diventino insostenibili prima di intervenire, con un impatto devastante sull’immagine della località e sulla qualità dei servizi. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti:

  • La viabilità e il Ponte Mobile: L’accesso e l’uscita da Marina sono strutturalmente problematici. Il Ponte Mobile attuale non è in grado di sostenere i flussi di traffico combinati del paese e del Porto. Eppure, si è iniziato a parlare di un nuovo progetto solo ora, quando la situazione è già al collasso.
  • La Fabbrica Vecchia: Il recupero è partito finalmente dopo decenni di attesa, ma solo quando l’edificio era ormai ridotto a un rudere.
  • Il Mercato del Pesce: Uno storico edificio che evoca suggestioni profonde sta andando in malora, rischiando di subire la stessa sorte della Fabbrica Vecchia. Invece di essere un angolo meraviglioso, foriero di iniziative culturali ed economiche, oggi offre un’immagine di totale abbandono.
  • Il Parco Marittimo: Un’opera monumentale, realizzata dopo vent’anni di gestazione e progetti. Ma una volta tagliato il nastro dell’inaugurazione, è stato di fatto abbandonato a se stesso. Manca una manutenzione ordinaria e costante.
  • I servizi culturali cancellati: Avevamo un cinema all’aperto, un punto di aggregazione e offerta turistica. Oggi non c’è più, o meglio, le sue strutture sono letteralmente immerse tra i rovi.

Il paradosso del “Mordi e Fuggi”

Che Marina piaccia, volenti o nolenti, è però un punto fermo. Lo dimostra la marea di persone che si riversa qui nei fine settimana o per qualsiasi evento. Questo accade nonostante una viabilità complicata, una ricettività alberghiera vicina allo zero, un’accoglienza che non è il nostro punto di forza e servizi che spesso sono una chimera. Il tutto a prezzi non proprio popolari.

Eppure la gente viene, passa sopra ai problemi e cerca il bello. Ma qual è il prezzo che si sta pagando?

Quello a cui si assiste è un progressivo imbarbarimento della frequentazione. Il concetto di “mordi e fuggi” è preso alla lettera: si morde il territorio e si fugge, lasciando dietro di sé il peggio. Manca il rispetto per il bene comune, manca il senso civico, mancano i controlli, la cultura, la partecipazione. Nelle notti di Marina emergono i comportamenti esagitati, gli abusi, il divertimento a qualunque costo. Una situazione che rischia di andare fuori controllo, con gravi ripercussioni sia su chi insegue lo sballo, sia sui residenti e sugli operatori che lo subiscono.

Una proposta per il futuro: Tornare a essere Virtuosi

Non si può più assistere inermi. Marina ha bisogno, prima di tutto, di rifarsi bella. Ha bisogno di tornare a essere accogliente, ma ridefinendo le proprie regole e la propria identità. Ha bisogno di educazione nell’accezione più ampia del termine.

  • Riqualificazione Urbana: Non c’è turismo di livello senza decoro. Cura del verde, strade sicure e arredo urbano dignitoso sono il biglietto da visita minimo.
  • Differenziazione dell’Offerta: Dobbiamo superare la monocultura dello sballo notturno. Marina può e deve offrire cultura, sport, enogastronomia di qualità, valorizzazione del bacino pescherecci, della spiaggia e della pineta. Mostre di pittura, rassegne di libri, organizzazione di tornei nazionali, ritiri di gruppi sportivi, e molto altro. Più opportunità significano un pubblico diverso, più rispettoso e con una maggiore capacità di spesa sul territorio.
  • Patto tra Cittadini, Operatori e Amministrazione: Serve un tavolo di confronto permanente. Gli operatori devono essere aiutati a investire sulla qualità, l’amministrazione deve garantire controlli, servizi, infrastrutture e manutenzioni puntuali, i cittadini devono ritrovare la voce.

Se cambia l’offerta, cambierà il tipo di domanda. Se si offre bellezza e ordine, si attirerà rispetto. Marina può e deve tornare a essere virtuosa. Apriamo questo pensiero costruttivo, insieme, prima che sia troppo tardi.

Lettera firmata