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Per un cambio di passo “civico”

Cari esponenti di Cesena siamo Noi,

Cesena sono anch’io, pur riminese all’anagrafe, ma ben oltre il suolo natio, avendo quale trisnonna la marchesa Clelia Guidi (1814 – 1884).

Ho letto con profonda amarezza il tono di accusa senz’appello per l’assessore del Partito Repubblicano Italiano, avv. Luca Ferrini, riguardo alle presunte carenze d’impegno e pianificazione della sicurezza nella mia Cesena, in particolar riguardo agli ultimi violenti e gravi accadimenti. Ferrini e il PRI cesenate che lo sostiene non hanno certo bisogno del mio aiuto in quanto sapranno ben rispondere a quanto imputatogli. Da osservatore esterno, posso solo dire, che fatti del genere, per i quali si è mosso tanto livore, se fossero accaduti a Rimini, come di fatto ne avvengono quasi uno al giorno in estate, farebbero squalificare l’azione di qualunque lista civica, per la pretestuosità e la spiccata acredine che traspare dalla vostra denuncia, anche e in special modo agli occhi di chi come me non conosce i dettagli della vicenda o addirittura della gestione cittadina della sicurezza, se non dalla vostra denuncia.

Ma siccome anch’io, fin dalla tenera età sento i racconti di famiglia, dai quali spesso emergeva il ricordo dello zio Giacomino, comandante non di una lista civica, ma della Guardia Civica Cesenate, che si fece onore e buon nome alla prima Guerra d’Indipendenza con i 300 cesenati che la componevano come traspare dalle dalle memorie di Zellide Fattboni:“Da Cesena il Colonnello, Marchese Giacomo Guidi, a nome della guardia civica e dell’intera cittadinanza, spedì ai capi del veneto Governo provvisorio la somma di lire mille, e ne ebbe in risposta una lettera cortesissima […], un autografo prezioso di Manin che vi aveva apposta la propria firma.” vi invito a un maggior rispetto della cittadinanza cesenate che avete.

Mi sembra significativo rammentare anche che gli studiosi hanno riconosciuto ai militari-civici cesenati guidati da Giacomo di non essersi mai macchiati di misfatti che, purtroppo, altri contingenti, anche riminesi, commisero.

Cari civici cesenati, mi rendo conto che la sicurezza e l’ordine pubblico sono, anche a Cesena, un problema su cui le attenzioni degli amministratori e dei governanti non potranno mai essere abbastanza. Ma non è certo sparando pallettoni su chi rappresenta la migliore tradizione cesenate fin dall’800 che potrete avere migliori amministratori. L’avv. Ferrini, tantopiù nel ruolo di assessore, rimane un galantuomo, nonché persona onesta e competente, peraltro, in quanto assessore, decisore collegiale con il resto della Giunta Comunale delle scelte più strategiche, come quelle che gli contestate e “sacco delle botte” per chi ama dilettarsi al grido “piove, governo ladro”.

Da esterno, quindi, ma inevitabilmente da cesenate civico anch’io, visti i trascorsi citati dei miei avi, vi esorto a riposizionare il vostro atteggiamento critico ripensando a come sono nominati i tre corsi principali della città, unica in Italia in ciò, all’onore e alla memoria di quelli, tantissimi cesenati, come lo zio Giacomo e la trisnonna Clelia, che hanno sempre cercato con la propria opera il bene comune e, qualora necessaria, la critica costruttiva mettendoci tanto del proprio, in nome della comune radice cittadina-nazionale e della fraterna collaborazione per l’affronto e l’eliminazione dei problemi di tutti.

Arch. Prof. Giulio Gherardo Starnini (ultimo consigliere comunale per il PRI a Rimini dal 2004 al 2011)