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Due anni senza Chiara Cavassini, la Feltrinelli di Ravenna la ricorda con un incontro aperto alla città

A due anni esatti dalla sua improvvisa scomparsa a 57 anni, colleghe, amici e familiari ricordano Chiara Cavassini, direttrice della libreria Feltrinelli di Ravenna.

Come già accaduto l’anno scorso, domani – sabato 18 luglio alle 11 nel negozio di via Diaz 14 (dopo la messa) – è fissato un incontro dal titolo semplicequanto evocativo : “Oggi ci troviamo con Chiara. Accorrete numerosi, intellettuali e maragli che la ricordiamo a nastro”, usando proprio alcune sue parole.

A organizzare l’evento, aperto alla cittadinanza, sono state principalmente le due più strette colleghe, e anche amiche, Cristiana Zoli e Marina Zani, insieme al fratello di Chiara, Paolo Cavassini. Ci si aspetta una buona affluenza perché in tanti appassionati di lettura e frequentatori della Feltrinelli avevano imparato a conoscerla tra gli scaffali dei libri, mentre dava consigli o se ne usciva con le sue battute.

Cavassini ha lavorato nel gruppo Feltrinelli per 30 anni, dove ha ricoperto il ruolo di esperta di musica, lavorando a lungo nella catena dei negozi di musica Ricordi. È stata buyer e poi direttrice di varie librerie del gruppo: prima Verona, poi Bologna e a Ravenna nel 2016-17 e poi nel 2023-24. “Per il primo anniversario nel 2025, avevamo proposto delle letture– ricorda Marina Zani –. Quest’anno, abbiamo pensato a un incontro meno formale, fra ricordi, risate e chiacchiere, oltre che brevi letture se qualcuno lo desidera, proprio come sarebbe piaciuto a Chiara. Lei era l’anti-informale per eccellenza e, quindi, avrebbe molto apprezzato qualcosa di diverso, “alla Chiara”, per l’appunto…”.

“Come direttrice – aggiunge – è stata una presenza molto importante per tutti noi e anche per gli altri negozianti della strada con cui aveva un ottimo rapporto. Sono tante le sue frasi che ci tornano di continuo in mente e, ancora, spesso ci chiediamo di fronte a una situazione: ‘Chissà cosa avrebbe detto o pensato Chiara’. Al suo passaggio fra gli scaffali, tutti i libri tornavano come per magia in ordine».

“Sempre energetica e motivante – prosegue Marina –, severa quando serviva, ci ha fatto sempre sentire tutelati come colleghi. A livello personale, ho avuto il piacere di vivere con lei un’amicizia fortissima, ci sentivamo tutti i giorni anche quando non lavoravamo insieme. Ci legava, oltre a un sincero affetto, una profonda stima”.

L’aspetto della condivisione sarà dunque la chiave dell’appuntamento. “La dimensione della partecipazione che diventa un ricordo vivo – spiega il fratello Paolo Cavassini, storico e autore di libri –. L’incontro non vuole essere una seduta spiritica ma un momento per ricordarla attraverso ogni tipo di racconto o semplicemente un brindisi. Grande amante del Veneto, Chiara amava molto il rito dello spritz. Pur essendo una persona estremamente raffinata nelle scelte musicali e letterarie, amava una socialità informale con amici e colleghi. E questo si rifletteva anche nel suo linguaggio tra il sacro e il profano, capace di mescolare anche parole dialettali”.

Oltre che fratello, Paolo era anche amico di Chiara, con cui si erano scoperti ‘da grandi’ e quindi ‘scelti’, cosa non sempre scontata. “Chiara e io abitavamo nella stessa casa, piena di libri e cd – ricorda –. Per me è tuttora una presenza intima e familiare. Da nostro padre abbiamo ereditato un certo umorismo con cui amabilmente ci prendevamo in giro. Riuscivamo a condividere alcune passioni comuni come la lettura e la musica, anche se non sempre avevamo gli stessi gusti. Quando le proponevo un testo che non era nelle sue corde, pronunciava la sua frase storica da amante della letteratura inglese: ‘Devo ancora leggere tutto Dickens, vuoi che debba perdere tempo a leggere altro…”'”.

Non solo stima e affetto, ma anche la volontà di divertirsi. “Andavamo spesso ai concerti insieme – aggiunge Paolo –. Per quanto mi riguarda ho sempre preferito la musica classica, l’opera, scoprendo di recente il metal. Chiara era letteralmente onnivora, spaziava da Bach all’opera lirica del Seicento, dagli Skiantos alla musica latina. Tra le cose che più mi addolorano è trovare in casa ancora tanti cd e libri incartati che lei comprava in quantità, in attesa di poterli ascoltare e leggere». Paolo ci tiene poi a ricordare la genialità precoce della sorella che prima di entrare in Feltrinelli, sembrava avviata a una brillante carriera politica.

“So che non ha rimpianti in merito alle scelte fatte dal 1993 in poi – conclude –. Anche se a Ravenna tutti la ricordano principalmente come direttrice di Feltrinelli, lei è stata tra le più giovani sindacaliste italiane. Appena 18enne aveva cominciato a lavorare all’ufficio stampa del Comune. Appassionata di politica, per un periodo aveva militato nelle fila del partito socialista”.