la segnalazione
|“Vannacci appeso” su un muro a Forlì, Minutillo (FN) chiede la cancellazione
Una scritta comparsa su un muro di un’area di Romagna Acque, in via Balzella a Forlì, accende la polemica politica. A intervenire è Francesco Minutillo, membro dell’Assemblea nazionale di Futuro Nazionale e referente del Comitato Forlì 93, che chiede l’immediata rimozione della frase “Vannacci appeso”, attribuita, secondo quanto riferisce, a «un noto movimento di estrema sinistra».
Secondo Minutillo, si tratta di un episodio che non può essere sottovalutato. «Da diversi giorni, in via Balzella, campeggia su un muro di un deposito di Romagna Acque una scritta inquietante e vergognosa: “Vannacci appeso”. Un’espressione che evoca esplicitamente la violenza politica e che, se indirizzata a qualsiasi altro esponente pubblico, avrebbe già provocato comunicati, manifestazioni di solidarietà e prese di posizione unanimi», afferma, richiamando anche il recente caso che aveva riguardato la consigliera ravennate Ouidad Bakkali.
Per l’esponente di Futuro Nazionale, «non ci troviamo di fronte a una semplice bravata o a una manifestazione di dissenso. La politica democratica si fonda sul confronto delle idee, non sull’evocazione dell’eliminazione fisica dell’avversario. In una città come Forlì, che conosce il peso della storia e il valore della convivenza civile, certe scritte non possono essere tollerate né banalizzate».
Minutillo critica inoltre quella che definisce una diversa reazione del mondo politico a seconda del destinatario delle minacce. «Ciò che più colpisce è il silenzio di quella sinistra che, giustamente, si mobilita ogni qualvolta ritenga di ravvisare espressioni offensive o intimidatorie nei confronti dei propri esponenti. In questo caso, invece, nessuna indignazione, nessuna condanna, nessuna presa di distanza. Evidentemente esistono minacce di serie A e minacce di serie B».
L’avvocato rende noto di aver già scritto a Romagna Acque, proprietaria dell’area, chiedendo la cancellazione della scritta. «Ringrazio fin da ora chi vorrà intervenire per restituire decoro a un luogo che non può diventare il palcoscenico dell’odio politico», conclude, aggiungendo che «Roberto Vannacci rappresenta oggi milioni di italiani e guida un partito democraticamente costituito. Si può essere in disaccordo con le sue idee, le si può criticare anche aspramente, ma non è accettabile che si arrivi a evocare pubblicamente immagini di impiccagione nei confronti di un avversario politico».


