Cinquant’anni dopo il terremoto, i volontari di Savignano tornano a Sequals
Cinquant’anni dopo il terremoto che il 6 maggio 1976 devastò il Friuli, una delegazione di volontari di Savignano sul Rubicone è tornata a Sequals, in provincia di Pordenone, per partecipare alla cerimonia con cui la comunità friulana ha voluto ringraziare quanti, mezzo secolo fa, prestarono aiuto alle popolazioni colpite dal sisma.
La visita si è svolta il 30 maggio e ha rappresentato un momento carico di significato per chi, allora giovanissimo, partì dalla Romagna per dare una mano nelle zone terremotate. Nel corso dell’incontro i rappresentanti savignanesi hanno consegnato al sindaco di Sequals, Enrico Odorico, un gagliardetto del Comune accompagnato da una lettera del sindaco Nicola Dellapasqua, come segno di riconoscenza per l’invito ricevuto.
La delegazione rappresentava il gruppo di ragazzi e ragazze che nel maggio del 1976 raggiunse il Friuli nell’ambito dell’intervento coordinato dall’Agesci nazionale. «Eravamo una ventina di scout, ai quali si unirono giovani provenienti da altri gruppi parrocchiali – ricorda Pierino Buda, allora scout e oggi capodelegazione -. Più che il lavoro materiale, vista anche la nostra inesperienza, ciò che ha lasciato il segno sono stati i rapporti umani nati con i giovani e le famiglie di Solimbergo. Alcuni bambini che allora incontrammo, dopo cinquant’anni ricordano ancora le animatrici savignanesi e hanno potuto riabbracciarle».
Un legame che non si è mai interrotto. Negli anni gli scambi di visite sono proseguiti e a fine agosto saranno proprio gli scout savignanesi a ricambiare l’ospitalità accogliendo gli amici friulani alla casa scout di Torriana. In quell’occasione sarà ricordata anche la “casetta” donata dagli abitanti di Sequals agli scout di Savignano come segno di gratitudine per l’aiuto ricevuto dopo il terremoto.
Nella lettera inviata al collega di Sequals, il sindaco Nicola Dellapasqua ha sottolineato il valore di quella esperienza, ricordando come la solidarietà dimostrata allora rappresenti ancora oggi un esempio. «Alle emergenze che il nostro Paese continua a conoscere fanno da contraltare la forza e la solidarietà che le nostre comunità hanno saputo esprimere, diventando un’unica collettività. La straordinaria capacità delle persone di sostenersi e affrontare insieme le difficoltà ha costruito un legame indissolubile tra le nostre città, di cui vado orgoglioso».
Il primo cittadino ha infine rivolto un ringraziamento ai volontari savignanesi che hanno partecipato all’iniziativa, definendoli interpreti di quello spirito di comunità che, a distanza di mezzo secolo, continua a unire Savignano sul Rubicone e Sequals.


