Azimut Ravenna, l’opposizione chiede lo stop al rinnovo della società mista dopo il 2027
Un cambio di rotta nella gestione dei servizi affidati ad Azimut. È quanto chiede l’opposizione in Consiglio comunale a Ravenna in vista della scadenza del contratto della società mista, fissata al 30 giugno 2027. Un ordine del giorno firmato da Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, e sottoscritto da tutti gli altri capigruppo di opposizione — Alberto Ancarani, Claudio Fiocco, Nicola Grandi, Gianfranco Spadoni e Veronica Verlicchi — invita l’amministrazione a non procedere verso la conferma dell’attuale modello per altri 15 anni e ad aprire un confronto sulle alternative possibili.
Nel documento, rivolto al sindaco Alessandro Barattoni, viene chiesto di sospendere il percorso avviato per la conferma della società mista pubblico-privata per altri 15 anni e di aprire un confronto in Consiglio comunale sulle modalità alternative di gestione dei servizi oggi affidati ad Azimut.
La società, attiva dal 1° luglio 2012, è partecipata al 60% dal Comune e al 40% da una cordata di cooperative private. Attraverso una gara pubblica “a doppio oggetto”, Azimut si era aggiudicata la gestione dei parcheggi a pagamento, dei servizi cimiteriali, del verde pubblico, delle disinfestazioni e delle toilette automatiche.
Secondo i consiglieri di opposizione, in vista della scadenza del 30 giugno 2027, la Giunta avrebbe avviato il percorso per confermare l’attuale modello senza un preventivo confronto sulle linee di indirizzo da parte del Consiglio comunale.
«La Giunta Barattoni, evitando, illegittimamente, di acquisire dal Consiglio comunale le linee di indirizzo preliminari, ha dato corso ad un progetto di conferma della medesima procedura “a doppio oggetto” per altri 15 anni», si legge nell’ordine del giorno, nel quale viene contestata anche la possibilità di approvare la “Relazione illustrativa” prevista dalla legge, definita dai firmatari «impossibile da valutare in breve tempo» per la sua estensione di 150 pagine.
Nel documento l’opposizione mette inoltre in discussione il giudizio positivo contenuto nella relazione sull’attività di Azimut, sostenendo che la gestione avrebbe evidenziato criticità soprattutto per quanto riguarda il verde pubblico e le disinfestazioni.
Tra gli aspetti contestati viene indicata anche la convenienza economica della società mista. Secondo i firmatari, Azimut avrebbe come obiettivo prioritario la produzione di utili e non soltanto l’equilibrio tra costi e ricavi dei servizi. Nel documento viene citato il risultato del 2025, con un utile indicato nel 9,5%, di cui il 40% destinato alla componente privata della società.
L’ordine del giorno richiama inoltre il tema del controllo pubblico sui servizi affidati, sostenendo che l’attuale configurazione della società mista ridurrebbe il ruolo di verifica del Consiglio comunale.
Le richieste rivolte al sindaco prevedono quindi l’avvio di un confronto approfondito attraverso la commissione consiliare competente, la numero 5, per valutare diverse modalità di gestione dei servizi oggi affidati ad Azimut: dall’affidamento tramite gara pubblica a una società in house interamente pubblica già esistente, fino alla gestione diretta da parte del Comune.
Nel documento vengono anche indicate alcune ipotesi operative. Per i parcheggi a pagamento, ad esempio, l’opposizione propone una gestione delle eventuali attivazioni e manutenzioni da parte dell’Area Infrastrutture civili/Lavori pubblici del Comune e della riscossione delle tariffe attraverso Ravenna Entrate. Per le toilette pubbliche viene indicata la possibilità di affidamento a ditte specializzate nelle pulizie già operative tramite gare d’appalto comunali, mentre per il verde pubblico viene proposta una gestione integrata del taglio dell’erba nelle aree verdi e lungo le strade attraverso un’unica gara pubblica.
«Finora entrambe queste manutenzioni sono state disastrosamente manchevoli o malfatte, benché pagate sull’unghia come se fossero svolte tutte e fossero sempre eseguite a regola d’arte», sostiene l’ordine del giorno.
Con la proposta, Ancisi e gli altri capigruppo di opposizione chiedono dunque di rivedere il modello organizzativo scelto nel 2012 e di riportare i servizi sotto un controllo pubblico diretto, superando l’attuale assetto della società mista con partecipazione privata.


