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Faenza, Fratelli d’Italia attacca sulla TARI 2026: «Aumenti dell’8,8%, servono alternative»

È la TARI 2026 il primo fronte sul quale Fratelli d’Italia Faenza punta il dito dopo l’ultimo Consiglio comunale. Il gruppo consiliare di opposizione contesta l’aumento previsto per la tassa rifiuti, indicato nel comunicato nell’8,80%, e accusa la maggioranza di centrosinistra di aver approvato rincari che peseranno su famiglie, attività commerciali e imprese.

Secondo FdI, ci sarebbe una contraddizione tra le dichiarazioni pubbliche di preoccupazione sui costi dei rifiuti e delle tariffe e il voto espresso negli organismi competenti. «Il Primo Cittadino di Faenza firma sui giornali lettere accorate di forte preoccupazione contro l’aumento insostenibile dei costi dei rifiuti e delle tariffe, ma poi nelle sedi del consiglio locale di Atersir alza la mano e approva il Piano Economico Finanziario (PEF) che autorizza e dà il via libera a questi medesimi rincari», sostiene il gruppo.

Fratelli d’Italia ribadisce inoltre la propria contrarietà alla Tariffa Corrispettiva Puntuale, definita «un modello prettamente repressivo che burocratizza e scarica pesanti costi di gestione sui cittadini». Secondo il partito, lo slittamento dell’applicazione del sistema al 2027 rappresenterebbe «la clamorosa ammissione dell’inefficacia del sistema e della paura della Giunta stessa davanti a costi fuori controllo».

Nel mirino anche i costi della gestione dei rifiuti affidata a Hera, che FdI indica in oltre 13 milioni di euro annui a Faenza, e le conseguenze delle tariffe su diverse categorie. Nel comunicato vengono citati gli aumenti per alcune utenze domestiche e le difficoltà per attività come ortofrutta, fioristi, pescherie, bar e pasticcerie.

Tra le alternative proposte dal gruppo consiliare ci sono l’utilizzo di cassonetti stradali intelligenti con accesso tramite “Carta Smeraldo”, estesa alle diverse tipologie di rifiuto, oltre a misure di riduzione della tassa per alcune categorie fragili e modifiche al regolamento comunale per le aree industriali.

L’altro tema al centro della presa di posizione di Fratelli d’Italia è quello della piscina comunale. Il gruppo torna sulla bocciatura della mozione con cui aveva chiesto di sospendere l’acquisto dell’immobile dell’ex Agenzia delle Entrate di viale delle Ceramiche 51 e destinare quelle risorse agli interventi necessari sull’impianto sportivo.

Secondo FdI, l’operazione sull’immobile avrebbe un valore complessivo di circa 1,5 milioni di euro, di cui 1,2 milioni per il riscatto dai frati e 350 mila euro per le manutenzioni. Risorse che, secondo l’opposizione, sarebbero state più utili per sostenere la piscina comunale.

FdI definisce la piscina «un presidio sociale» frequentato ogni anno da migliaia di persone tra disabili, anziani, famiglie, associazioni e giovani, e sostiene che la struttura necessiti di interventi urgenti di manutenzione straordinaria e adeguamento dopo i rincari energetici e i danni climatici.

Nel comunicato vengono affrontati anche altri temi discussi in Consiglio comunale, tra cui il progetto nell’area del Seminario Vescovile, la situazione dell’ex scuola Cova e il degrado dell’ex Cantina Zanzi. Fratelli d’Italia critica in particolare le scelte urbanistiche dell’amministrazione e chiede maggiore programmazione sugli interventi.