Accoglienza, 69 persone ospitate nei progetti Sai e nei percorsi protetti a Cesena e nella Valle del Savio
Sono 69 le persone attualmente accolte a Cesena e nel territorio dell’Unione Valle Savio attraverso il Sistema di accoglienza e integrazione (Sai) e altri percorsi protetti dedicati alle persone più vulnerabili. Il dato emerge dalla risposta dell’assessora ai Servizi per la persona e la famiglia Carmelina Labruzzo a un’interrogazione presentata dal capogruppo della Lega Enrico Sirotti Gaudenzi sul sistema dell’accoglienza.
L’assessora ha spiegato che negli ultimi anni l’Amministrazione ha scelto di rafforzare il Sai, riducendo progressivamente il ricorso ai Centri di accoglienza straordinaria (Cas), anche alla luce delle modifiche introdotte a livello nazionale. «Negli ultimi anni il sistema dei Centri di accoglienza straordinaria è stato profondamente modificato dai cosiddetti “decreti Salvini”, che ne hanno progressivamente ridotto risorse, funzioni e qualità dei servizi offerti. La drastica contrazione dei finanziamenti ha comportato un sostanziale depotenziamento dei percorsi di accoglienza e integrazione: sono stati fortemente ridimensionati l’accompagnamento all’inclusione sociale e lavorativa, l’insegnamento della lingua italiana e i servizi di orientamento, trasformando in molti casi i Cas in strutture destinate alla mera ospitalità materiale, con standard qualitativi significativamente inferiori rispetto al passato».
Per questo motivo, ha proseguito Labruzzo, il Comune ha orientato le proprie scelte verso un modello diverso. «Abbiamo progressivamente scelto di superare la gestione diretta dei Cas, ritenendo che lo svuotamento di questi strumenti ne avesse compromesso la capacità di garantire un’accoglienza dignitosa e percorsi efficaci di integrazione. Per questo motivo abbiamo investito con convinzione sul rafforzamento del Sai, ampliando progressivamente il numero dei posti disponibili. Il Sai rappresenta il modello di accoglienza in cui crediamo: un’accoglienza diffusa, accompagnata e orientata all’autonomia delle persone, capace di coniugare tutela, inclusione e coesione sociale. È una scelta amministrativa, ma prima ancora una scelta di visione politica, fondata sulla convinzione che accompagnare i fenomeni migratori significhi costruire percorsi di integrazione e responsabilità reciproca, non limitarsi a gestire un’emergenza».

Attualmente, nel territorio comunale sono 53 le persone inserite nel Sistema di accoglienza e integrazione. A queste si aggiungono 7 persone accolte dal progetto “Oltre la Strada”, dedicato alle vittime di tratta e sfruttamento lavorativo e sessuale, e 8 persone ospitate nell’ambito del progetto “Fami InTeGRA”, rivolto ai titolari di protezione internazionale che stanno completando il percorso verso l’autonomia abitativa. Complessivamente, sul territorio sono presenti 15 strutture di accoglienza.
Per quanto riguarda i Cas, l’Unione Valle Savio precisa di non disporre dei dati aggiornati, poiché la gestione è di competenza della Prefettura di Forlì-Cesena. Dall’inizio del 2026 è stato inoltre preso in carico un solo minore straniero non accompagnato, inserito nelle strutture educative presenti sul territorio, non essendovi centri dedicati.
L’assessora ha infine ricordato che il Comune opera in stretto raccordo con la Prefettura, l’Ausl Romagna e Asp Cesena Valle Savio, partecipando ai tavoli provinciali dedicati all’immigrazione e alla sicurezza e coordinando i servizi sociali legati ai percorsi di inclusione e tutela.


