Rapina da Ale-Hop, il vicesindaco Fusignani interviene sul tema della sicurezza a Ravenna
La tentata rapina avvenuta ieri nel negozio Ale-Hop di via Cavour, a Ravenna, ha riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza urbana e della tutela delle attività commerciali. Dopo la presa di posizione del presidente di Confcommercio Ravenna, Mauro Mambelli, che ha definito la sicurezza «un valore irrinunciabile per imprese e cittadini», è intervenuto anche il vicesindaco con delega alla Sicurezza, Eugenio Fusignani.
Fusignani ha spiegato di essersi recato personalmente nel punto vendita per esprimere la vicinanza dell’amministrazione alla dipendente aggredita e ha colto l’occasione per allargare la riflessione al tema della sicurezza nelle città e agli strumenti a disposizione degli enti locali.
“La sicurezza – osserva il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Eugenio Fusignani – è un tema su cui tutti i giorni il nostro Comune collabora con le Forze dell’ordine e agisce con la sua polizia locale, a prescindere dal fatto che succedano, o meno, stringenti episodi di cronaca. Fatti come quello di ieri riempiono purtroppo le cronache di tutti i Comuni italiani indipendentemente dalle dimensioni e dai colori politici di chi li amministra e vanno duramente sanzionati a prescindere da chi li commette”.
“La delinquenza – ha aggiunto -, spesso frutto della disperazione di chi vive ai margini, ha cause diverse: chi sbaglia e non rispetta le norme deve pagare, ma reprimere non basta; occorre avere ben presente che i Comuni, in relazione alla sicurezza, hanno armi sempre più spuntate. La Costituzione assegna allo Stato la competenza esclusiva in materia di ordine e sicurezza pubblica. Il compito dello Stato è, infatti, quello di garantire la sicurezza dei suoi cittadini attraverso il coordinamento delle Forze di Polizia, funzione che lo Stato esercita attraverso la Prefettura e la Questura, impiegando principalmente Polizia e Carabinieri. Il Comune ha, in proposito, il dovere di cooperare e mettere a disposizione le proprie risorse di polizia locale secondo piani strategici decisi a livello di Governo nazionale”.
A questo proposito, il vicesindaco ha tenuto ha precisare che negli ultimi anni si sono susseguite diverse azini: ” dal 2017 ad oggi sono state installate 176 telecamere, 73 negli ultimi cinque anni, mentre 14 sono appena state approvate dalla Giunta”.
Interventi che, però, da soli non bastano, sostiene Fusignani:” servirebbe, ad esempio, una stretta contro i reati predatori comuni, che vedono una costante recidiva, frutto di una scarsa effettività della sanzione che genera sfiducia nei cittadini. Oltre a questo, occorrerebbe scontare in carcere anche le pene inferiori ai quattro anni, ma qui si porrebbe, tra gli altri, anche il tema della insufficienza delle strutture carcerarie. Da tempo ci troviamo a dover fare i conti con forti cambiamenti che hanno modificato il modo di vivere nelle nostre città. Non ci stanchiamo di ribadire che la sicurezza è un tema trasversale che coinvolge politiche sociali, sostegno al commercio di prossimità, illuminazione pubblica, qualità e vivibilità degli spazi urbani e che la componente repressiva è importante, ma non può essere l’unica risposta”.
“Chiedere di aumentare presidi fissi di sicurezza in città – ha concluso il vicesindaco – non può essere una risposta per due motivi: il primo è che il Governo non mette a disposizione risorse aggiuntive di organico rispetto a quelle già in essere; il secondo è che la sicurezza va gestita in tutto il territorio per evitare che un presidio fisso sposti solamente le problematiche nel quartiere a fianco, visto il tema così complesso e trasversale. Noi continueremo ad agire ogni giorno, insieme alle altre istituzioni deputate al controllo e alla sicurezza, ma non rinunciamo a lavorare sullo sviluppo e la coesione della città come condizione per diminuire la marginalità sociale e aumentare la vivibilità dei quartieri e dei paesi. Concludo ringraziando le forze dell’ordine, il cui operato si svolge ogni giorno a tutela e cura della comunità”.



