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Spiagge ravennati, un’estate da ripensare: il caldo cambia le abitudini, il caro vita pesa sulle presenze
IMMAGINE DI REPERTORIO

Il sole non è mancato, in questa calda estate 2026. Eppure, sulle spiagge ravennati, giugno e luglio hanno lasciato l’amaro in bocca ai balneari. Non perché gli arenili fossero vuoti, ma perché le presenze sono diminuite rispetto alle attese, soprattutto durante la settimana.

Secondo Maurizio Rustignoli, presidente della Cooperativa Spiagge Ravenna, la spiegazione va cercata prima di tutto nell’economia delle famiglie.

Il primo fattore è il calo del potere d’acquisto – afferma -. Tutto costa di più: dai carburanti ai servizi, fino alla vacanza stessa. Se una famiglia si ritrova a spendere il 20-25% in più rispetto a qualche anno fa, è inevitabile che debba fare delle scelte. E spesso la scelta è ridurre le giornate al mare.”

Una tendenza che si è vista chiaramente nei primi due mesi della stagione. “Giugno è stato particolarmente debole, soprattutto nell’infrasettimanale, e luglio è andato un po’ meglio ma comunque sotto tono. I weekend hanno retto, ma durante la settimana abbiamo registrato un calo importante di presenze.”

Diverso, invece, il quadro di agosto. “L’avvio del mese è positivo e le strutture ricettive ci parlano di prenotazioni molto alte. Su agosto c’è fiducia, ma i primi due mesi della stagione non hanno dato le risposte che speravamo.”

Se il portafoglio pesa sulla scelta di andare al mare, il caldo estremo sta invece cambiando il modo in cui la spiaggia viene vissuta. “Le persone non trascorrono più l’intera giornata sotto l’ombrellone. Con queste temperature si va via prima e si rientra molto più tardi. Le ore di permanenza si sono accorciate sensibilmente.”

La fotografia arriva anche dalle aree sportive. “I campi da beach volley o da racchettoni, prima delle 17.30, restano praticamente vuoti. Fino a qualche anno fa bastava attendere la fine della pausa pranzo; oggi si gioca solo quando inizia a fare meno caldo.”

Anche il turismo giornaliero risente delle ondate di calore. “Chi vive a Ravenna, nelle giornate più afose, spesso preferisce rimanere a casa con l’aria condizionata invece di affrontare il viaggio verso il mare. Sul pendolarismo questo incide.”

Tra i fenomeni che gli operatori stanno osservando c’è anche una crescente distanza tra l’occupazione delle strutture ricettive e quella degli stabilimenti balneari. “Ci sono alberghi e campeggi praticamente pieni, mentre la spiaggia davanti è occupata solo in parte. Dove sono presenti piscine moderne e confortevoli, molti turisti scelgono di trascorrere lì le ore più calde della giornata, rinunciando alla spiaggia”.

Una tendenza che, secondo Rustignoli, potrebbe rappresentare uno dei cambiamenti strutturali del turismo balneare, del futuro: “All’estero le grandi piscine sono ormai parte integrante dell’offerta in spiaggia. In Romagna questo modello è stato sviluppato poco. Forse bisogna iniziare a ragionare anche su soluzioni condivise, magari tra più stabilimenti.”

Il cambiamento climatico, secondo il presidente della Cooperativa Spiagge Ravenna, obbliga il settore a ripensare gli stabilimenti (nonostante la questione legate ai futuri bandi per le concessioni demaniali).

“L’obiettivo deve essere quello di aumentare le aree d’ombra e creare spazi sempre più confortevoli. Serviranno più tende ombreggianti, zone ventilate e servizi capaci di rendere piacevole la permanenza anche nelle giornate più calde.”

L’idea, insomma, non è quella di contrastare il caldo, ma di adattarsi. “Dobbiamo continuare a offrire un servizio accessibile, ma arricchirlo. Se restiamo fermi, aspettando che i clienti tornino da soli, rischiamo di perdere attrattività.”

Per Rustignoli, però, gli imprenditori non possono affrontare questa trasformazione da soli. Servono anche procedure più semplici. “Oggi installare una semplice tenda ombreggiante richiede progetti, autorizzazioni e costi elevati. Se si tratta di strutture leggere, senza opere permanenti, servirebbe molta più flessibilità. Anche le istituzioni devono accompagnare l’evoluzione delle spiagge.”

Il bilancio definitivo arriverà solo a settembre, ma una certezza, secondo i balneari ravennati, è già emersa: non basta più contare sulle belle giornate.

Le spiagge continuano ad attirare migliaia di persone, ma l’estate 2026 racconta un turismo diverso: famiglie più attente ai costi, permanenze più brevi, clienti alla ricerca di ombra, comfort e servizi aggiuntivi. Un cambiamento che nasce dall’incontro fra crisi del potere d’acquisto e cambiamento climatico e che, per il settore balneare, potrebbe rappresentare la vera sfida dei prossimi anni, oltre alla Bolkestein, ovviamente.