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Cotignola, un murale a Torrebruna per ricordare “zia Fina”: il legame tra i due paesi nato da una storia di cura

Un volto dipinto su un muro per raccontare una storia che da quasi un secolo unisce Cotignola e Torrebruna, paese in provincia di Chieti. Domenica 9 agosto, nel centro abruzzese, è stato inaugurato il nuovo murale realizzato dall’artista cotignolese About Ponny, dedicato a Serafina Melandri, conosciuta da tutti come “zia Fina”.

Melandri era un’ostetrica e, ancora giovanissima, negli anni Trenta lasciò Cotignola alla ricerca di «aria e acqua buone». La sua destinazione fu Torrebruna, dove decise poi di rimanere e svolgere la propria professione. Nel corso degli anni avrebbe aiutato a venire al mondo circa tremila torresi, diventando una figura molto conosciuta e ricordata ancora oggi dalla comunità.
È proprio la sua storia ad aver contribuito, molti anni dopo, alla nascita del patto di amicizia tra Cotignola e Torrebruna, sottoscritto nel 2013.

Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti l’artista About Ponny, il sindaco di Torrebruna Francesco Troilo e il sindaco di Cotignola Federico Settembrini, insieme ai precedenti primi cittadini di Torrebruna Guido Colella, Nicola Petta e Angela Cristina Lella.

Per Cotignola hanno partecipato anche l’assessora alla Cultura Arianna Zama e alcuni rappresentanti del comitato di gemellaggio, dell’associazionismo e degli uffici comunali. Presente anche la famiglia di Serafina Melandri, che ha contribuito alla realizzazione dell’iniziativa.

Il murale diventa così un nuovo elemento del legame tra le due comunità, nato da una vicenda personale che nel tempo si è trasformata in una storia collettiva. !Questo murale è molto più di un’opera d’arte: è un segno tangibile della nostra amicizia con Cotignola, un ponte tra comunità e territori, ma soprattutto un tributo alla memoria di Serafina Melandri”, ha scritto il Comune di Torrebruna, sottolineando l’intenzione di mantenere viva la memoria dell’ostetrica e del contributo dato a tante famiglie del paese.

Una storia che ora trova posto anche nello spazio pubblico, affidata a un’opera d’arte che racconta il percorso di una donna partita dalla Romagna e diventata, nel paese abruzzese, parte della memoria della comunità.