Logo
Elena Zannoni sulla mania di commentare tutto: un cittadino può farlo, un sindaco deve conoscere i fatti e pesare bene le parole

Capita sempre più spesso che un primo cittadino o una sindaca siano tirati per la giacchetta o per la gonna sui social da chi pretende una “presa di posizione” su ogni cosa e, soprattutto, sui fatti di cronaca, anche a caldo, magari senza ancora conoscere esattamente come sono andati i fatti.

Non a caso, seguendo questa moda, diversi politici ultimamente sono caduti in gaffe clamorose, come nella vicenda di Carmelo Cinturrino, l’ex assistente capo della Polizia di Stato in servizio al commissariato Mecenate di Milano, accusato dell’omicidio volontario aggravato del ventiseienne marocchino Abderrahim Mansouri, il 26 gennaio 2026 nel boschetto dello spaccio di Rogoredo. L’agente è stato arrestato, destituito dalla Polizia a giugno e mandato a processo con rito immediato. Un noto politico, pochi minuti dopo i fatti e senza conoscere gli stessi fatti, si era congratulato per la brillante azione del poliziotto, ora ex.

Per rispondere in modo intelligente e puntuale a questa “pretesa” che viene dal “popolo” di “esternare” a ogni pié sospinto, arriva su Facebook un meritorio vademecum di comportamento scritto di suo pugno dalla sindaca di Lugo Elena Zannoni. È di ieri 12 agosto.

“Per chi si aspetta un commento su ogni fatto rilevante che accade a Lugo, credo sia utile chiarire alcune cose. – scrive Zannoni – 1) Ci occupiamo delle questioni anche quando non ne parliamo pubblicamente. Siamo la pubblica amministrazione, non un programma pomeridiano di cronaca e costume. 2) In questo caso (un caso specifico di cronaca, ndr) abbiamo già espresso direttamente solidarietà e dato la nostra disponibilità a intervenire e supportare con gli strumenti che abbiamo a disposizione. La polizia svolgerà la sua funzione, avendo in carico la denuncia. 3) Quando nella cronaca sono coinvolti minori, soprattutto se potrebbero avere meno di 14 anni, il nostro criterio è molto semplice: prima conoscere bene i fatti, parlare con le persone coinvolte e solo dopo, eventualmente, esprimersi. Non tutto ciò che accade deve necessariamente essere commentato da noi, soprattutto quando non c’è alcuna urgenza informativa.”

Ma non finisce qui, perché c’è un quarto punto decisivo: “Infine, c’è una differenza importante tra il cittadino che può permettersi di scrivere qualcosa “di pancia” e chi ricopre responsabilità istituzionali. – precisa Zannoni – Nel secondo caso, prima di parlare, bisogna necessariamente riflettere sulle conseguenze delle proprie parole. Lo ricordo anche pensando al caso, non lontano nel tempo, del ragazzino con il costume di “Venerdì 13”, che aveva in mano un oggetto che non era un piccone, e sul quale ho letto commenti che, quelli sì, erano davvero violentissimi. A volte il silenzio non significa disinteresse o impotenza. Significa semplicemente responsabilità” chiosa la sindaca di Lugo che su questo post ha chiuso i commenti.

Noi facciamo un solo commento: chapeau! La sindaca Zannoni ha detto in poche frasi tutto quello che c’era da dire in modo chiaro, semplice, preciso. Al cittadino consapevole il dovere di tenerne conto.