Logo
Faenza. Argelia Zauli, 104 anni e quella voglia immutata di tennis
Argelia Zauli

A volte basta una vecchia racchetta di legno per riaprire una porta sul passato. Per Argelia Zauli, 104 anni, quella porta conduce indietro di novant’anni, fino all’estate del 1936, quando era una ragazza e per la prima volta mise piede su un campo da tennis.

Era il primo storico rettangolo in terra rossa allestito in via Medaglie d’Oro e Argelia fu la prima donna faentina a giocarci. Oggi, mentre si avvicina al traguardo dei 105 anni – li compirà il prossimo 10 novembre – il tennis continua a occupare un posto speciale nella sua vita.

Argelia vive alla Residenza Il Fontanone, ma qualche giorno fa ha fatto arrivare al figlio Massimo un desiderio semplice: poter stringere ancora una volta tra le mani una racchetta di quelle che si usavano un tempo, in legno, come quella con cui aveva imparato a giocare.

Il Tennis Club Faenza non ha esitato. Grazie alla disponibilità di una socia, una vecchia racchetta è stata recuperata e consegnata ad Argelia. E quando l’ha avuta tra le mani, il passato è tornato improvvisamente vicino.

“Iniziai a giocare da adolescente – racconta con una lucidità sorprendente -. Noi ragazze potevamo mettere piede in campo solo nelle ore peggiori, quando gli uomini non giocavano. Imparai sul campo, rubando i segreti con gli occhi e cercando di strappare qualche consiglio utile ai maestri Teo Gaudenzi e Lassalle Errani”.

Erano altri tempi, anche per il tennis. Le ragazze avevano spazi e orari ritagliati, e per imparare bisognava soprattutto osservare, ascoltare e approfittare di ogni occasione. Poi arrivarono il dopoguerra, il matrimonio e la nascita del figlio Massimo. Ma la racchetta non finì in soffitta. Per decenni Argelia riuscì a mettere insieme la vita familiare e il lavoro – nella sua bottega, dove impastava sfoglia e pasta fresca – con una passione che non si è mai spenta. Ha continuato a giocare attivamente quasi fino ai novant’anni.

Oggi non scende più in campo, ma il tennis è rimasto una presenza quotidiana. Lo segue sul piccolo schermo, senza perdere un torneo, e con una particolare predilezione per Jannik Sinner. “Non mi sarei mai aspettata di vedere un italiano trionfare a Wimbledon. Ho dovuto superare i cent’anni per vederlo… ma alla fine ce l’ho fatta!”, scherza con quella stessa ironia che sembra raccontare bene anche il suo rapporto con il tempo.

E mentre Argelia si prepara a spegnere 105 candeline, il Tennis Club Faenza si avvicina a un altro traguardo storico: nel 2027 ricorreranno infatti i 100 anni dalla fondazione, avvenuta nel 1927.

Un secolo di tennis faentino. Argelia Zauli ne ha attraversato quasi novanta anni, dai primi scambi su quella terra rossa di via Medaglie d’Oro fino alle partite di Sinner viste in televisione.