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Siccità, la collina ravennate paga il conto del caldo: uva dimezzata, frutta “bruciata” e ulivi in sofferenza

Uva dimezzata nei vigneti della collina, frutta che “brucia” sui rami, ulivi sempre più in difficoltà e pascoli ormai secchi. È il conto pesante che l’estate rovente e praticamente senza piogge sta presentando all’agricoltura ravennate, con le conseguenze più pesanti concentrate nelle aree collinari.

A lanciare l’allarme è Coldiretti Ravenna, che stima perdite particolarmente pesanti per la vendemmia nelle zone tra Casola Valsenio e Brisighella. «Al momento stimiamo un calo drastico, vicino al 50%, per l’uva», spiega Assuero Zampini, direttore di Coldiretti Ravenna.

Il problema, sottolinea l’associazione, non riguarda necessariamente la qualità del prodotto: l’uva rimasta sulle piante mantiene infatti caratteristiche qualitative positive, ma la quantità del raccolto è drasticamente diminuita. La combinazione tra temperature elevate e prolungata assenza di precipitazioni ha messo a dura prova soprattutto i vigneti collinari, dove la disponibilità di acqua è più limitata.

La siccità non sta risparmiando neppure la frutticoltura. Tra le colture maggiormente in difficoltà vengono indicati kiwi e susine, con frutti che in alcuni casi sono stati danneggiati direttamente dall’esposizione alle temperature estreme e dalla mancanza d’acqua.

A preoccupare è anche la situazione degli ulivi. La scarsità di acqua rischia infatti di compromettere lo stato vegetativo delle piante proprio in una fase importante per la produzione.

E c’è un ulteriore fronte aperto, quello degli allevamenti. I pascoli e le coltivazioni destinate alla produzione di foraggio sono stati fortemente colpiti dal caldo e dall’assenza di precipitazioni, facendo emergere il rischio di una disponibilità insufficiente di alimento per gli animali. Per gli allevatori questo significa anche dover ricorrere maggiormente all’acquisto di foraggi, con un ulteriore aggravio dei costi.

Il quadro nel resto della provincia di Ravenna appare meno critico, ma anche nelle aree di pianura non mancano le difficoltà. Secondo Coldiretti, per uva e frutta si registrano perdite produttive stimate tra il 15 e il 20%.

In questo caso, oltre al caldo e alla siccità, hanno inciso anche gli eventi meteorologici estremi che hanno colpito alcune zone tra giugno e luglio, con grandinate e forti raffiche di vento che hanno provocato ulteriori danni alle coltivazioni.

A pesare sui bilanci delle aziende agricole c’è infine anche il costo crescente dell’irrigazione, diventata indispensabile per cercare di mantenere in vita le colture in una stagione segnata da temperature roventi e precipitazioni praticamente assenti.