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Undertourism nella Valle del Savio: i laboratori artigiani diventano mete turistiche

Dai laboratori artigiani alle piccole imprese, passando per le produzioni locali: nella Valle del Savio anche il “fare impresa” può diventare un’esperienza turistica e contribuire a contrastare lo spopolamento, creando nuove opportunità per i giovani. È la prospettiva emersa dall’incontro “Restanza Artigiana e Ricambio Generazionale”, promosso da Confartigianato Cesena e dal Movimento Giovani Imprenditori e ospitato dal Pastificio del Fumaiolo di Alfero, nel Comune di Verghereto, trasformato per l’occasione in una vera e propria meta turistica.

Al centro dell’appuntamento una domanda legata al futuro dell’Alta Valle del Savio: come creare le condizioni perché i giovani possano scegliere di restare, investire e costruire qui il proprio percorso. In questo scenario, il turismo esperienziale e l’undertourism vengono indicati come strumenti capaci di mettere in relazione imprese, territorio e visitatori.

«I dati sull’undertourism confermano che il turista sta cambiando – sottolinea Claudio Alessandrini, presidente di Confartigianato Valle del Savio –. Sempre più persone cercano luoghi meno affollati e vogliono vivere esperienze autentiche, incontrare chi produce, entrare nei laboratori, conoscere le storie delle imprese e delle comunità. La Valle del Savio ha tutte le caratteristiche per rispondere a questa domanda».

Il territorio può contare su un patrimonio diffuso di attività artigiane: produzioni alimentari, lavorazioni tradizionali, piccoli laboratori manifatturieri, ma anche attività legate all’accoglienza e alla ristorazione. Realtà che, secondo Confartigianato, possono essere valorizzate non soltanto per il loro ruolo economico, ma anche come luoghi in grado di raccontare l’identità della Valle.

«Il laboratorio artigiano può diventare una porta d’ingresso al territorio – aggiunge Alessandrini –. Far vedere come nasce un prodotto, raccontare una ricetta, una lavorazione o una competenza tramandata nel tempo significa offrire al visitatore qualcosa che non può trovare in un turismo standardizzato. È un’esperienza che valorizza contemporaneamente l’impresa e il luogo in cui essa opera».

L’undertourism può inoltre inserirsi nella strategia di turismo integrato che coinvolge Bagno di Romagna, Sarsina, Verghereto e Mercato Saraceno. A sottolinearlo è Maurizio Crociani, responsabile di Confartigianato Valle del Savio.

«L’undertourism può integrarsi perfettamente con la strategia di turismo integrato che coinvolge Bagno di Romagna, Sarsina, Verghereto e Mercato Saraceno. Abbiamo un territorio articolato, nel quale benessere, natura, cultura, storia, enogastronomia e artigianato possono comporre un’offerta unica. I laboratori possono diventare una tappa di questo percorso, portando il turista dai luoghi da visitare alle persone che ogni giorno li fanno vivere».

La sfida, secondo Crociani, è costruire una rete e un’offerta riconoscibile. «Non basta avere eccellenze: bisogna renderle accessibili e raccontarle. Aprire i laboratori ai visitatori, creare percorsi esperienziali, collegare le imprese alle strutture ricettive e agli operatori turistici può generare un circuito virtuoso. In questo modo il visitatore viene invitato a fermarsi più a lungo e a conoscere più realtà della Valle».

Il tema si lega direttamente alla restanza artigiana, al centro dell’incontro di Alfero. Per Alessandrini, turismo e permanenza delle imprese fanno parte della stessa strategia.

«Turismo e permanenza delle imprese sono due facce della stessa strategia – conclude Alessandrini –. Se riusciamo a far conoscere il nostro artigianato, aumentiamo le opportunità per le imprese e rendiamo più attrattivo il territorio anche per i giovani. L’obiettivo non è soltanto portare persone in Valle, ma creare le condizioni perché qui possano nascere nuove attività e perché quelle esistenti possano continuare il proprio percorso».

Un turismo quindi «lento, autentico e diffuso», nel quale accanto al paesaggio trovano spazio le persone e le attività che lo abitano e lo mantengono vivo. «L’undertourism – conclude Crociani – può quindi essere un contributo in più al progetto di valorizzazione della Valle del Savio: un turismo lento, autentico e diffuso, nel quale il protagonista non è soltanto il paesaggio, ma anche chi quel paesaggio lo abita, lo lavora e lo mantiene vivo. I nostri laboratori artigiani possono diventare parte integrante di questa esperienza e trasformare il “fare impresa” in una delle ragioni per venire a scoprire la Valle del Savio».