Faenza finisce sulle magliette di Zara: la ceramica faentina viaggia nel mondo
Faenza conquista una vetrina internazionale decisamente particolare: due magliette di Zara raccontano la città attraverso la sua ceramica, uno dei simboli più forti dell’identità faentina.
A raccontare la curiosa scoperta è il sindaco Massimo Isola, che ha affidato a un post sui social la sua sorpresa per una presenza destinata a portare il nome di Faenza ben oltre i confini italiani. “Una bella sorpresa: Faenza diventa protagonista di due magliette di Zara, distribuite in tutto il mondo», scrive il primo cittadino.
Le due t-shirt fanno parte della collezione uomo del noto marchio internazionale e utilizzano proprio la ceramica faentina come elemento distintivo, trasformando così una delle espressioni più riconoscibili della tradizione cittadina in un’immagine destinata a circolare in numerosi Paesi.
Un dettaglio apparentemente piccolo, ma che per Isola assume un significato più ampio. “È una piccola cosa, forse, ma dice molto di quanto un’identità locale possa viaggiare lontano”, osserva il sindaco.
Isola sottolinea che “Essere Città Creativa UNESCO significa anche questo: vedere la propria storia, il proprio saper fare e il proprio linguaggio creativo entrare in dialogo con il mondo”.
C’è una coincidenza che rende la notizia ancora più curiosa: l’arrivo delle magliette nei negozi Zara e nella distribuzione internazionale avviene infatti a pochi giorni da Argillà Italia, la grande manifestazione dedicata alla ceramica che tornerà ad animare il centro storico di Faenza con artisti, ceramisti e visitatori provenienti da tutto il mondo.
E i faentini hanno già cominciato a cercarle
La notizia ha riscosso molto apprezzamento tra i faentini, che sui social hanno accolto con curiosità e orgoglio la presenza della propria città nella collezione Zara. E non è rimasta soltanto una curiosità da commentare: c’è già chi è andato a cercare le magliette e le ha acquistate.
Un piccolo dettaglio che rende ancora più concreta quella che il sindaco definisce una «bella sorpresa»: la ceramica faentina non soltanto viene raccontata fuori città, ma finisce addosso a persone che, potenzialmente in ogni parte del mondo, possono diventare inconsapevoli ambasciatrici di Faenza.


