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Ha il divieto di avvicinarsi all’ex, ma la segue fino in Questura: arrestato dalla Polizia di Ravenna

Aveva un divieto di avvicinamento all’ex compagna, una misura cautelare presidiata da un dispositivo elettronico, ma avrebbe continuato a seguirne gli spostamenti fino ad arrivare proprio davanti alla Questura di Ravenna, dove la donna si era recata per integrare una denuncia già presentata nei suoi confronti.

È accaduto nella mattinata di ieri e la vicenda si è conclusa con l’arresto dell’uomo da parte del personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Ravenna, che lo ritiene responsabile della violazione dei provvedimenti posti a tutela della persona offesa.

Tutto è iniziato quando il sistema di controllo elettronico ha segnalato l’ingresso dell’uomo nell’area di esclusione predisposta a protezione della donna. Non si sarebbe trattato di una presenza fugace: secondo quanto riferito dalla Polizia, l’uomo sarebbe rimasto all’interno della zona vietata per un considerevole periodo di tempo.

Gli operatori della Sala Operativa hanno quindi contattato immediatamente la donna, che ha riferito di trovarsi in un luogo sicuro, manifestando tuttavia il timore che l’ex compagno fosse riuscito a individuarne la posizione. Poco dopo è arrivato il secondo allarme, questa volta con il massimo grado di urgenza.

La donna si trovava infatti negli uffici della Questura di Ravenna, dove era andata per integrare la denuncia già presentata a carico dell’ex compagno. Ed è proprio in quel momento che il dispositivo ha segnalato nuovamente la presenza dell’uomo, questa volta a brevissima distanza dalla persona tutelata.

Contattata nuovamente dagli operatori, la donna ha raccontato che poco prima, all’esterno della Questura, l’uomo l’aveva avvicinata tentando di instaurare una conversazione. Lei non avrebbe dato alcun riscontro, ma, secondo la ricostruzione della Polizia, lui avrebbe insistito, arrivando a seguirla anche all’interno dell’androne della Questura. Un episodio che ha trovato conferma anche nelle immagini del sistema di videosorveglianza della struttura.

A quel punto gli accertamenti hanno portato all’arresto dell’uomo. Informato il Pubblico Ministero di turno, è stato quindi sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, in attesa del giudizio con rito direttissimo, fissato per la mattinata di oggi.

La vicenda mette in evidenza, sottolinea la Polizia di Stato, il ruolo del controllo elettronico nel monitoraggio delle misure cautelari e nella protezione delle persone sottoposte a tutela.

In questo caso, il sistema ha generato più segnalazioni, consentendo agli operatori di intervenire e di verificare rapidamente la situazione, fino all’ultimo allarme scattato proprio mentre la donna si trovava in Questura.

Per la Polizia di Stato, la tempestività della risposta rappresenta «il primo, fondamentale argine alla reiterazione delle condotte», soprattutto nei casi che riguardano la tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.