Sbarco Humanity 1 a Marina di Ravenna, il prefetto Ricciardi: “Grande professionalità e profonda umanità nell’accoglienza”
Non è soltanto il ventottesimo sbarco avvenuto a Ravenna dall’inizio del 2022. È anche l’occasione per il prefetto Raffaele Ricciardi di intervenire pubblicamente per sottolineare il lavoro della macchina organizzativa che, ancora una volta, ha gestito l’arrivo, l’identificazione e la successiva accoglienza delle persone salvate in mare.
Sono terminate intorno alle 23.30 di ieri, 18 agosto, al Pala De André di Ravenna, le operazioni legate allo sbarco dei 73 migranti soccorsi dalla nave Humanity 1 della ONG SOS Humanity, arrivata intorno alle 10 alla banchina di Fabbrica Vecchia. La maggior parte dei naufraghi, 54 persone, proviene dal Sudan. Gli altri arrivano da Somalia, Mali, Etiopia, Ghana, Ciad e Costa d’Avorio.
Per Ravenna si tratta del 28° sbarco dal 31 dicembre 2022 e del quarto della Humanity 1, dopo il primo approdo del 25 aprile 2023. Con le persone arrivate questa volta, sono complessivamente 2.420 i migranti sbarcati nel porto ravennate nell’ambito di queste operazioni.
A seguire personalmente tutte le fasi dell’operazione è stato il prefetto Raffaele Ricciardi, dall’arrivo della nave fino alla partenza dell’ultimo migrante. Ed è proprio al termine delle procedure che ha voluto esprimere il proprio apprezzamento per il lavoro svolto. “Come sempre finora accaduto – ha dichiarato – la macchina organizzativa ha risposto con efficienza e tempestività: per questo voglio ringraziare tutto il personale coinvolto nello sbarco e nell’accoglienza per la grande professionalità dimostrata”.
Un ringraziamento che il prefetto ha voluto estendere in particolare alle modalità con cui gli operatori hanno gestito il rapporto con le persone appena arrivate. “Ho particolarmente apprezzato – ha aggiunto – le modalità con le quali tutti gli operatori si sono relazionati con bambini, donne e uomini, dimostrando profonda umanità e rispetto per persone già provate da un lungo viaggio e da dolorose pregresse esperienze”.
Le operazioni sono state coordinate dalla Prefettura di Ravenna, nell’ambito del dispositivo previsto dal Nuovo Patto Europeo per l’Asilo e la Migrazione, entrato in vigore lo scorso 12 giugno. I 73 naufraghi sono stati sottoposti agli screening previsti per verificare sicurezza, condizioni di salute ed eventuali situazioni di vulnerabilità.
Nelle procedure sono stati coinvolti personale della Polizia di Stato, Croce Rossa Italiana, USMAF – Ufficio di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera, AUSL Romagna, Servizi Sociali del Comune di Ravenna ed EUAA – Agenzia dell’Unione Europea per l’Asilo. Al momento dello sbarco erano inoltre presenti operatori delle altre Forze dell’Ordine, della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera, della Polizia Locale di Ravenna e dei Vigili del Fuoco. Durante le operazioni al Pala De André hanno partecipato anche rappresentanti del volontariato sociale.
Al termine delle procedure, la destinazione dei migranti è stata differenziata in base alle situazioni personali. Tre persone sono state accompagnate in ospedale per accertamenti sanitari, che risultano tuttora in corso. Gli adulti e i nuclei familiari sono stati invece trasferiti nei centri di accoglienza individuati in Emilia-Romagna. Per i 10 Minori Stranieri Non Accompagnati, tra cui una ragazza, è stata invece predisposta una struttura dedicata in Molise.



