Legambiente fotografa l’illegalità sulle coste: Emilia-Romagna seconda in Italia. Pesano cemento e pesca
Con 2.605 reati e illeciti accertati nel 2025, pari a 19,9 per ogni chilometro di costa, l’Emilia-Romagna si colloca al secondo posto in Italia per pressione dell’illegalità sul litorale in rapporto alla sua estensione, preceduta soltanto dalla Basilicata. È uno dei dati più significativi che emerge da “Mare Monstrum 2026”, il report di Legambiente elaborato sulla base dell’attività delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto.
A pesare maggiormente sul dato regionale è il ciclo del cemento, con 980 reati e illeciti, seguito dalla pesca illegale con 739, dall’inquinamento con 484, tra gestione irregolare dei rifiuti e problemi legati alla depurazione, e dalle violazioni del Codice della navigazione e della nautica da diporto, che sono 402.
Particolarmente rilevanti sono i numeri relativi alla pesca. In base ai dati forniti dalle Capitanerie di porto, nel 2025 lungo le coste dell’Emilia-Romagna sono state sequestrate 33 tonnellate di prodotti ittici, pari a 254 chili per ogni chilometro di costa.
«Nella nostra regione si contano ancora troppi illeciti nel ciclo del cemento, e soprattutto ancora troppi reati e illeciti nell’ambito della pesca e della mitilicoltura, con quasi 28 tonnellate di prodotti ittici, 2 tonnellate di molluschi e mitili e più di 3 di novellame sequestrati nel 2025. Queste azioni non solo danneggiano gli ecosistemi marini, ma falsano il mercato a danno degli operatori onesti che in questi anni anche a causa dei cambiamenti climatici, sono sempre più in difficoltà», dichiara Davide Ferraresi, presidente di Legambiente Emilia-Romagna.
Ferraresi sottolinea invece i risultati raggiunti sul fronte della qualità delle acque, pur chiedendo di mantenere alta l’attenzione sugli altri fenomeni: «Se possiamo dirci soddisfatti del lavoro fatto dalle amministrazioni per quanto riguarda gli scarichi fognari – Goletta Verde e le analisi ARPAE ci restituiscono la fotografia di un mare sempre più pulito da 10 anni a questa parte – molto ancora resta da fare sugli altri fronti e dobbiamo intensificare controlli e prevenzione a tutti i livelli».
Il quadro nazionale
A livello italiano, nel 2025 sono stati accertati 20.490 reati e 36.322 illeciti amministrativi, per complessive 56.812 violazioni, circa 156 al giorno e più di sei ogni ora. I reati risultano in calo del 20,4% e gli illeciti amministrativi del 10,3% rispetto al 2024, una diminuzione che Legambiente riconduce anche alla contrazione dei controlli, scesi a 750.828 (-19,8%), e all’effetto deterrente dell’inasprimento delle pene per i reati ambientali.
L’inquinamento torna al primo posto con 7.317 reati, davanti al ciclo illegale del cemento (6.189), alla pesca illegale (4.338) e alle violazioni del Codice della navigazione e della nautica da diporto (2.646). Campania, Puglia, Calabria e Sicilia concentrano il 53,6% dell’illegalità accertata a livello nazionale.
Il report “Mare Monstrum”, giunto alla ventottesima edizione e relativo a 15 regioni e 61 province costiere, è stato pubblicato da Legambiente in occasione del sedicesimo anniversario dell’omicidio di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica.
Le dieci richieste di Legambiente
Di fronte a questo quadro, Legambiente torna a chiedere un impegno congiunto di Governo, Parlamento, Regioni e Comuni, indicando dieci interventi considerati prioritari per rafforzare prevenzione e contrasto all’illegalità sulle coste.
- Ripristinare l’efficacia dell’articolo 10-bis della legge 120/2020, affidando ai Prefetti l’abbattimento degli abusi edilizi che non vengono demoliti dai Comuni.
- Finanziare con 100 milioni di euro all’anno il Fondo di rotazione istituito presso Cassa depositi e prestiti a favore dei Comuni che procedono alla demolizione degli abusi edilizi e destinare 50 milioni all’anno a Procure generali e Prefetture per l’esecuzione delle sentenze di condanna.
- Rafforzare il contrasto alle occupazioni abusive del demanio marittimo, con l’obiettivo di ripristinare la legalità, tutelare l’ambiente e garantirne la fruizione pubblica.
- Prevedere sanzioni penali per i dirigenti comunali che non applicano le norme contro l’abusivismo edilizio e per i funzionari delle aziende erogatrici che stipulano contratti illegittimi con i proprietari di immobili abusivi.
- Rilanciare la costruzione e l’adeguamento dei sistemi fognari e di depurazione, a livello locale e nazionale, integrando la gestione del ciclo idrico con quella dei rifiuti.
- Aumentare la circolarità delle acque reflue e dei fanghi di depurazione, puntando sul riuso, sul recupero di materia ed energia e sull’aggiornamento della normativa con regole chiare sull’“end of waste”. Legambiente ricorda inoltre che non è ancora stato emanato il Dpr sul riuso.
- Dare piena attuazione alla Direttiva Ue 2019/883 sugli impianti portuali per la raccolta dei rifiuti delle navi e introdurre divieti più stringenti per lo scarico in mare, prevedendo zone speciali di divieto anche oltre le 12 miglia dalla costa.
- Promuovere politiche e misure per la prevenzione nella produzione dei rifiuti e per contrastarne l’abbandono e la dispersione nell’ambiente.
- Potenziare i controlli delle Agenzie regionali e provinciali per la protezione ambientale attraverso il Sistema nazionale SNPA, rendendo pienamente operativa la legge 132/2016 con l’approvazione dei decreti attuativi ancora mancanti.
- Adottare interventi normativi e sanzioni efficaci contro la pesca illegale, non dichiarata e non documentata, attraverso l’azione di Governo e Parlamento.


