Logo
Aeroporti, Forlì al tavolo regionale con Bologna, Rimini e Parma. Zattini: “Nei cieli c’è spazio per tutti, basta vecchie antipatie”

La Regione Emilia-Romagna ha avviato oggi a Bologna la Cabina di regia che dovrà costruire una strategia comune per gli aeroporti di Bologna, Forlì, Rimini e Parma, valorizzandone le diverse vocazioni e rafforzando i collegamenti con trasporto pubblico, turismo, logistica e sistema produttivo. Per il Comune di Forlì al tavolo siede il sindaco Gian Luca Zattini, che indica nella collaborazione tra grandi hub e aeroporti più piccoli la strada da seguire: «Possono coesistere sotto una grande regia di sistema».

La Cabina di regia, istituita dalla legge regionale 1/2026, nasce come sede stabile di confronto e coordinamento tra i soggetti pubblici e privati coinvolti nello sviluppo infrastrutturale e nell’accessibilità dei territori interessati dalla presenza degli aeroporti.

La prima riunione è stata presieduta dall’assessora regionale ai Trasporti e Mobilità Irene Priolo, alla presenza del vicepresidente della Regione Vincenzo Colla e dell’assessora al Turismo Roberta Frisoni. Al tavolo hanno partecipato i Comuni di Bologna, Calderara di Reno, Parma, Forlì, Rimini e Riccione, i gestori Aeroporto di Bologna Spa, F.A. Srl, So.Ge.A.P. Spa e AiRiminum 2014 Spa, oltre ad Apt e Unioncamere Emilia-Romagna.

«Piccoli aeroporti e grandi hub possono coesistere sotto una grande regia di sistema. Le vecchie antipatie non hanno portato a nulla e non servono a nessuno – afferma Gian Luca Zattini –. Con l’insediamento della Cabina di regia facciamo un importante passo in avanti verso la promozione di una rete aeroportuale regionale integrata e sostenibile».

Per Forlì, sottolinea il sindaco, il nuovo organismo si inserisce anche nel percorso avviato con Ravenna. «Dopo la sottoscrizione del protocollo d’intesa con Ravenna, si tratta di una grande opportunità. Crediamo fortemente in questo percorso e nei benefici che può comportare questo metodo di lavoro, reciproco e con un’ottica di prospettiva, volto a rafforzare il posizionamento di ogni scalo a livello territoriale e costruire un sistema robusto e attrattivo».

La prima riunione è servita anche a fotografare le forti differenze esistenti tra i quattro aeroporti. Nel 2025 gli scali dell’Emilia-Romagna hanno movimentato complessivamente 11,8 milioni di passeggeri, con Bologna che da sola ha rappresentato il 94% del traffico regionale. Rimini si è attestata al 3,4%, mentre Forlì e Parma hanno registrato entrambi una quota dell’1,3%.

Generico ottobre 2026

Per la Regione, proprio le diverse dimensioni e funzioni degli aeroporti rendono necessaria una strategia comune. «Con l’insediamento della Cabina di regia passiamo dalle previsioni della legge al lavoro concreto per costruire una strategia regionale degli aeroporti – sottolineano Vincenzo Colla, Irene Priolo e Roberta Frisoni –. Il valore di questo strumento è innanzitutto nella possibilità di mettere allo stesso tavolo tutti i soggetti che hanno responsabilità, competenze e interessi diversi, ma che devono necessariamente dialogare quando si parla di accessibilità, sviluppo infrastrutturale e rapporto con i territori. I quattro scali hanno caratteristiche differenti e proprio per questo è necessario lavorare in una logica di sistema, individuando complementarità e connessioni».

Sul tavolo ci sono anche gli effetti dell’abolizione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, la cosiddetta council tax, per gli aeroporti con traffico annuale fino a 700mila passeggeri. La Cabina seguirà l’evoluzione dei traffici per verificare nel tempo gli effetti delle misure adottate e accompagnare lo sviluppo dei diversi scali.

Un altro tema riguarda il rapporto con il Piano nazionale aeroporti, preso dalla legge regionale come riferimento per la strategia di sviluppo e sul quale l’Emilia-Romagna ha già presentato osservazioni. L’obiettivo è coordinare maggiormente aeroporti, rete regionale dei trasporti, nodi logistici e filiere produttive.

Particolare attenzione sarà dedicata anche ai collegamenti con il trasporto pubblico e all’integrazione intermodale di persone e merci. Sono in corso approfondimenti tecnici per individuare le modalità più efficaci per migliorare l’accessibilità degli scali attraverso il trasporto pubblico locale.

Zattini guarda in particolare alle prospettive dello scalo forlivese e alle possibilità di differenziare le funzioni dei diversi aeroporti regionali. «Le condizioni per arrivare a questo obiettivo ci sono tutte e per quanto riguarda Forlì, noi siamo pronti a fare la nostra parte, consapevoli che il settore del turismo aereo, quello stagionale ma anche quello della convegnistica, e quello della logistica sono in forte espansione. Ce lo dice il mercato e ce lo dicono gli scenari futuri, nei cieli c’è spazio per tutti e la nuova legge regionale ci dà la possibilità di mettere a sistema il potenziale di ogni scalo, senza calpestarci i piedi, ma investendo su una rete di specializzazioni territoriali all’interno di un contenitore unico».

La stessa impostazione viene ribadita dalla Regione. «Non abbiamo bisogno di una competizione interna tra aeroporti, ma di una capacità di leggere insieme le diverse funzioni e opportunità – concludono Colla, Priolo e Frisoni –. Bologna, Parma, Forlì e Rimini devono poter sviluppare le proprie specificità, dentro una strategia regionale che sappia far dialogare aeroporti, ferro, strada, logistica e turismo».