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Terme di Cervia rafforza la partecipazione nelle Saline: ora detiene il 27% del capitale

Terme di Cervia rafforza la propria presenza nella società Parco della Salina di Cervia Srl. La società termale ha infatti perfezionato l’acquisizione del 18% della partecipazione precedentemente detenuta dalla Provincia di Ravenna, portando così la propria quota complessiva a circa il 27%.

Il Comune di Cervia mantiene la maggioranza pubblica della società con il 56% del capitale. Le restanti partecipazioni sono detenute dal Parco del Delta del Po, con il 9%, e dalla Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna, con l’8%.

L’operazione, spiegano da Terme di Cervia, punta anche a rafforzare l’impegno della società nella tutela delle saline e della tradizione salinara, oltre che dell’ambiente dal quale proviene l’Acqua Madre termale.

“Desideriamo contribuire in misura maggiore alla tutela delle saline, preservando le condizioni ambientali e il metodo tradizionale di raccolta del sale, rispettoso dei cicli della natura. Da questo prezioso ecosistema si ottengono l’Acqua Madre e il Fango Liman, materie prime naturali ed elementi distintivi delle cure erogate dalle nostre Terme. Su queste risorse, infatti, si basa la metodica di Cervia, unica in Italia per la cura della pelle e oggetto di studi scientifici e di altre numerose cure accreditate dal Ministero della salute e convenzionate col sistema sanitario”, dichiara Stefano Iseppi, amministratore di Terme di Cervia.

L’acquisizione porta quindi Terme di Cervia a detenere poco più di un quarto del capitale della società che gestisce il Parco della Salina di Cervia, mentre il Comune conserva la maggioranza pubblica.

“Considero un valore lavorare con gli enti pubblici, a partire dal Comune di Cervia, all’interno di una società che è e resterà a maggioranza pubblica. Condividiamo gli obiettivi dell’Amministrazione comunale per la salvaguardia dell’area e la volontà di mantenere viva la tradizione salinara. Il nostro contributo sarà rivolto in particolar modo a promuovere l’unicità e il valore ambientale e storico delle saline”, sottolinea Iseppi.