Faenza. La Vice Questore Gentilini lascia la città. Con un lettera ringrazia tutti i faentini: “non vi dimenticherò mai”

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Con una lettera di ringraziamento indirizzata al Sindaco Giovanni Malpezzi e a tutta la Comunità faentina, Silvia Gentilini Vice Questore della Polizia di Stato ha voluto annunciare, dopo i 7 anni di servizio presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Faenza, il suo prossimo trasferimento alla Questura di Parma, come Dirigente della Divisione Anticrimine.

La Gentilini ringrazia il Sindaco “per il supporto e la costante collaborazione che ha contraddistinto questo mio periodo di dirigenza del Commissariato Manfredo, collaborazione che ha incorniciato un’esperienza unica ed irripetibile per arricchimento professionale e personale e anche per i significativi risultati ottenuti, sia in termini di attività preventiva che di attività repressiva. Risultati che mi hanno consentito ora di ottenere questo significativo passaggio professionale, che è stato possibile grazie ad un dialogo quotidiano e costante tra le istituzioni del territorio e tutti coloro che, a diverso titolo, contribuiscono a creare ed implementare il dispositivo di sicurezza del territorio”.

“I miei ringraziamenti si estendono a tutti i faentini, persone oneste e collaborative, che hanno subito colto l’invito da me lanciato nel corso di diversi incontri pubblici organizzati sul territorio, di collaborare con le istituzioni, dimostrando un profondo senso dello Stato e la consapevolezza di sentirsi una parte importante ed attiva della sicurezza della loro città –  prosegue la Gentilini-.  A loro va il mio più grande ringraziamento, insieme alla certezza che, insieme alla vostra splendida ed elegante città d’arte e di cultura, non vi dimenticherò mai”.

“Con Faenza nel cuore inizierò con entusiasmo il mio nuovo percorso professionale a Parma, convinta e consapevole che questi sette anni in terra manfreda mi hanno resa una poliziotta migliore e, soprattutto, una persona migliore – conclude laVice Questore della Polizia di Stato salutandouna comunità della quale ora- concedetemelo – sento ormai di fare parte“.

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