A Faenza la commemorazioni in ricordo di Bruno Bandini e delle vittime della rappresaglia di Pergola

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Il 6 ottobre 1944 i fascisti faentini sotto la guida del famigerato Raffaele Raffaeli catturarono, torturarono e uccisero Bruno Bandini antifascista militante, capo del Fronte della Gioventù e rappresentante del Partito comunista nel CNL locale. Nato nel 1910, aveva partecipato alla lotta clandestina e scontato cinque anni di confino alle Tremiti. Dopo l’8 settembre del 1943 diventò uno dei più importanti organizzatori della Resistenza faentina. Fu ucciso nelle prime ore del mattino a Tebano,  dove poi fu eretto un monumento in suo ricordo.

Nelle stesse ore a poca distanza, a Pergola e nelle zone circostanti i tedeschi, con l’aiuto dei fascisti locali,  misero in atto un rastrellamento della popolazione civile, che portò nel tardo pomeriggio alla fucilazione di Lorenzo Alboni, Luigi Alboni, Pietro Gaddoni, Anselmo Santandrea e alla morte provocata dall’incendio della sua casa dell’anziana Maria Alpi. Il monumento, realizzato dallo scultore Biancini per ricordare questa tragedia,  fu eretto nel 1947, con la partecipazione di una grande folla e con la presenta delle autorità, come raccontò la stampa di allora.

Le cerimonie, a cura dell’ANPI di Faenza,  si svolgeranno sabato 5 ottobre alle ore 9.30 a Tebano presso il cippo che ricorda Bruno Bandini e alle ore 10.00 presso il monumento di Pergola dedicato alle cinque vittime.  Interverrà Giovanni Malpezzi, Sindaco di Faenza.

 

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