Riccione. Maltratatta dal convivente violento chiede aiuto ai Carabinieri: in manette 26enne

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Nel pomeriggio di lunedì 11 dicembre, i Carabinieri della Sezione Operativa del N.O.R. della Compagnia di Riccione, al termine di un’articolata attività investigativa e di un minuzioso e caparbio lavoro di ricostruzione dei fatti, hanno arrestato F.M.E.A.A., egiziano classe 93, residente a Bologna ma di fatto domiciliato a Coriano (RN), pluripregiudicato, disoccupato, vittima di una recente aggressione, ritenuto responsabile di reiterati maltrattamenti nei confronti della propria compagna convivente, una riccionese classe 76.

Intorno alle 15:30 i Carabinieri sono intervenuti presso la banca BPER  di viale Dante a poiché informati, al numero di emergenza 112, della presenza di un uomo probabilmente armato all’esterno della filiale. Giunti sul posto i militari hanno riscontrato la presenza del giovane egiziano in compagnia della donna, entrambi già noti alle Forze dell’Ordine, che presentava vistose contusioni al setto nasale ed agli zigomi. Immediatamente la coppia è stata separata per essere sottoposta a controllo ed in quel momento la donna ha lanciato il proprio disperato e silenzioso grido di dolore consegnando ai Carabinieri un bigliettino con cui chiedeva aiuto.

I Carabinieri, rendendosi conto della gravità della situazione, hanno deciso di portare entrambi in caserma con il pretesto di dover procedere ad accertamenti più approfonditi, non prima però di aver proceduto ad una preliminare perquisizione sul posto dell’uomo –sospettato di essere armato – e di fatto trovato in possesso di un bossolo inesploso di una pistola cal.6.35.

Giunti negli uffici della Compagnia di Riccione la donna, ascoltata dai Carabinieri, ha raccontato tutti gli episodi di violenza subiti nel tempo mostrando i segni che portava ancora addosso ed inoltre ha raccontato che quel pomeriggio, dopo essere stata praticamente rinchiusa in casa dal proprio compagno, era riuscita a convincerlo ad uscire inventando di dover prelevare del contante in banca. Solo a tale condizione l’uomo aveva deciso di concederle un po’ di libertà, pur sempre vigilata dalla sua presenza. Una volta giunti in banca, la donna, simulando di avere il cellulare scarico, ha chiesto ad un dipendente della banca di poter effettuare una chiamata da un telefono fisso e solo così è riuscita per un minuto a sfuggire allo sguardo del proprio carceriere. Tanto è bastato per lanciare l’allarme. La donna ha avvertito i propri familiari che qualcosa non andava e che l’uomo era uscito di casa armato.

Nel frattempo è proseguita l’attività di ricerca dei militari che non senza difficoltà, al termine di una lunga perquisizione, sono riusciti a ritrovare – nascosta nella scatola del cambio della macchina –una pistola cal. 6.35 con matricola abrasa. Per la detenzione illegale e la ricettazione dell’arma sono scattate immediatamente le manette per l’uomo che, alla vista della pistola, ha negato ogni addebito mostrandosi incredulo.

Gli uomini dell’Arma, straziati dalla vista della donna malconcia, sono riusciti con tatto e sensibilità a scavalcare quel muro di paura che non le consentiva di denunciare i maltrattamenti subiti ed hanno quindi proceduto ad accompagnarla in ospedale per essere medicata. Presso il Pronto Soccorso di Riccione, al termine degli accertamenti specialistici, la donna è stata dimessa con una prognosi di 30 gg per fratture al naso, ad una costola ed al dito di una mano, oltre che per numerose ecchimosi sparse su tutto il corpo. Quindi, al termine della denuncia, raccolto ogni elemento utile a circostanziare la flagranza di reato anche per l’ipotesi di maltrattamenti, l’egiziano è stato dichiarato in arresto per i reati di detenzione illegale di armi, ricettazione e maltrattamenti in famiglia ed è stato accompagnato presso il Carcere di Rimini. Si resta in attesa di conoscere gli esiti della convalida dell’arresto.

 

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