Ravenna: consigliere leghista nella bufera, paragona la vicenda di Greta all’accoppiamento con gli animali

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Ieri sera 21 febbraio era in programma a Ravenna un convegno di associazioni integraliste cattoliche sulla teoria gender, relatori la Professoressa Giorgia Brambilla e il Professor Pierluigi Pavone. Le tesi di queste associazioni sono note e non è il caso di tornarci su. Se non che nel dibattito è intervenuto – dopo il padre di Greta – il Consigliere comunale leghista Gianfilippo Rolando che ha addirittura paragonato la vicenda di Greta o di persone come Greta – il ragazzino di Ravenna che ha iniziato un percorso per diventare donna, sostenuto dai genitori, di cui abbiamo parlato più volte – all’accoppiamento fra uomini e animali, suscitando non solo l’indignazione del signor Berardi padre di Greta, che ha lasciato la sala per protesta, ma anche di altri presenti. In un video diffuso da Arci Gay Ravenna si sente distintamente qualcuno che dà del buffone a Rolando e qualcun altro che gli dice di vergognarsi. A Rolando di fatto è stato impedito di proseguire il suo discorso, ritenuto evidentemente eccessivo dagli stessi organizzatori. Già diverse le reazioni a questo episodio.

“Apprendiamo da più fonti, presenti ieri sera ad un incontro tenutosi a Ravenna, delle vergognose e offensive parole pronunciate dal consigliere leghista Rolando (Gianfilippo Rolando, consigliere comunale a Ravenna e candidato dalla Lega alle regionali del 26 gennaio, ndr), alla presenza del papà di Greta, giovane ragazza che insieme alla sua famiglia sta affrontando un lungo e difficile percorso di transizione. Ebbene il consigliere avrebbe paragonato la disforia di genere alla confusione tra persone ed animali o addirittura all’accoppiamento tra persone e animali. Questo linguaggio è violento e intollerabile, preludio di condotte discriminatorie che dobbiamo combattere. Chiediamo al consigliere Rolando di rivolgere doverose scuse per quanto detto, non solo a Greta e alla sua famiglia, ma per le centinaia di esperienze come le sue per le quali urge, non creare disinformazione e pregiudizio come da lui fatto ieri, ma adeguate norme e supporto.” Così una dichiarazione firmata congiuntamente da Michele de Pascale Sindaco di Ravenna e Ouidad Bakkali Assessora alle Politiche e cultura di genere del Comune di Ravenna. 

Questo è quanto ha scritto su Facebook sullo stesso episodio il padre di Greta, che sta combattendo insieme alla madre Cinzia Messina una battaglia coraggiosa da mesi per i riconoscimenti dei diritti di sua figlia. “Mamma devo calmarmi io, che cerco il dialogo fino all’ultimo, non posso ridurmi in questo stato, sto tremando. Visto che la dottoressa Brambilla ci aveva citato in un’intervista del mattino, tenendo lei e il dott. Pavone una conferenza sull’ideologia gender e sulla pericolosità di parlare di diversità di genere a scuola, ho deciso di andare ad ascoltare. Confesso che mi ero ripromesso di non intervenire ma non ce l’ho fatta e ho chiesto che, visto che circa dieci anni di terapia psicologica non erano serviti a niente e mia figlia stava maturando l’idea del suicidio, cosa dovevo fare se non chiedere la terapia con i bloccanti per fermare il suo sviluppo al maschile e dargli tempo per maturare le sue decisioni. E visto la sua situazione a scuola come posso sperare di migliorare le cose se non informando ragazzi e insegnanti di cosa sia la disforia di genere. Onestamente non so dire cosa mi sia stato risposto, perché il ricordo è stato cancellato dal consigliere leghista di cui non voglio citare il nome, che è intervenuto chiedendo se la sofferenza può essere una giustificazione per un fenomeno che comprende anche confusioni di genere fra persone e animali, ad esempio quelli che si accoppiano con i cani… Non ce l’ho fatta più, mia figlia come dei depravati chiaramente malati e non è stato questo a spingermi ad uscire precipitosamente ma lo schifo per le persone come mia figlia che quell’uomo mi trasmetteva, la sua voce tremava di ripugnanza. Pensieri foschi mi hanno avvolto, sono dovuto uscire.”

Ciro Di Maio di Arci Gay dichiara: “Mi pare doveroso raccontare a quanto abbiamo assistito ieri sera nella sala del convegno dove relatori sulla “Teoria Gender”. La relatrice ha portato una serie di tesi raccontando ai presenti che queste sono supportate da studi scientifici senza menzionarne nemmeno uno. Alla stregua di una caccia alle streghe sono state pseudo-verità su cui neanche voglio soffermarmi perchè quanto di importante vorrei dire è come un consigliere comunale, nello specifico in questo caso della Lega, in una sala pubblica si permetta di rivolgere offese inaudite con parole di una violenza allucinante. Sono arrabbiato, deluso e schifato. Ad una persona che si occupa della “cosa pubblica” non dovrebbe essere permesso di usare parole del genere parlando di cittadini e cittadine, non dovrebbe essere permesso offendere senza conseguenze. Questo accade nel 2020 ancora, accade perché in Italia tutt’ora manca una legge contro l’omofobia e l’assenza di una legge che contrasti questi atti fa si che qualcuno si senta autorizzato a ferire con tale violenza qualcun altro. Consigliere Rolando chieda scusa, chieda scusa a Greta di cui poco prima aveva parlato suo padre. Chieda scusa ai genitori di Greta che hanno dovuto patire la violenza del suo “pensiero”. Chieda scusa alla comunità LGBT+, non solo locale, che ha profondamente offeso. E chieda scusa a tutte quelle persone che quando sentono qualcuno parlare come ha fatto lei ieri sera hanno pensieri ed istinti suicidi.”

Samantha Gardin capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Ravenna, segretaria provinciale del Carroccio e candidata alle regionali prende le distanze da Rolando e ha rilasciato questa dichiarazione su Facebook: “In merito a quanto postato dal Sindaco de Pascale per l’intervento del consigliere Rolando, non posso entrare nel merito di quanto ha dichiarato non essendo presente. Prendendo atto di quello che ho letto, condanno ogni forma di discriminazione verso ogni persona. Ogni individuo ha diritto ad essere chi si sente di essere. Nessuno ha il potere di giudicare le scelte altrui. La crescita e il supporto della famiglia nel periodo dell’adolescenza è il dono più grande per un figlio, perché è momento di maggior fragilità. Un plauso a questi genitori coraggiosi.”

Il Consigliere comunale della Lega a Ravenna, Gianfilippo Rolando, si difende dicendo che si trattava solo di una domanda e che non voleva offendere nessuno. Sta di fatto che le sue parole risultavano assolutamente intollerabili e offensive anche in forma di domanda. Ecco comunque la sua dichiarazione: “L’assessore Bakkali e il Sindaco de Pascale avrebbero dovuto essere presenti e prima di emettere sentenze dovrebbero informarsi bene con i presenti. Non volevo offendere nessuno e mi spiace che una semplice domanda sia stata fraintesa. La teoria del gender, attualità e risvolti culturali, il tema trattato nella serata, ha fatto emergere vari interrogativi e ritenevo giusto, senza allusioni, chiedere delucidazioni in genere. La disforia di genere, che ha diversi risvolti, è un malessere grave. La mia domanda, che era rivolta agli esperti e, lo ripeto, non voleva offendere i presenti, era per chiarire se poteva esserci un’eventuale disforia di specie o di età. Chi sentenzia, senza informarsi o fraintendendo le mie parole, sarebbe meglio che non strumentalizzasse tale questione, ma imparasse la parola silenzio”.

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