San Giovanni in Marignano. Picchia i genitori e si rifugia sul tetto: arrestato dai Carabinieri di Riccione

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Attimi di tensione quelli vissuti nel pomeriggio del 17 ottobre per i Carabinieri di Riccione, chiamati ad intervenire presso una piccola abitazione di via Torre a Santa Maria in Pietrafitta, dove un giovane 23enne, in preda ad una crisi nervosa, aveva aggredito fisicamente i propri genitori.

Queste le prime notizie giunte alla centrale operativa, contattata direttamente dalla mamma del ragazzo (G.G., già noto alle forze dell’ordine), la quale ha chiesto un disperato aiuto riferendo che il proprio figlio aveva poco prima ferito alla testa suo padre.

Al loro arrivo, i carabinieri della tenenza di Cattolica e quelli del N.O.R. – Sezione Radiomobile, hanno infatti riscontrato che nei pressi dell’abitazione c’era un uomo sanguinante alla testa che ha tentato di calmare il giovane figlio, il quale, armato di coltello, ha continuato ad inveire e a minacciare di voler aggredire nuovamente i propri congiunti. Alla vista degli agenti, però, il ragazzo, intimorito, con uno scatto fulmineo si è arrampicato su di un capanno insistente all’interno della proprietà e si è asserragliato sul tetto lanciando pietre all’indirizzo dei carabinieri e minacciando di gettarsi nel vuoto.

È iniziata così una vera e propria trattativa tra il giovane – in stato confusionale – ed i militari. Nel frattempo sul posto sono sopraggiunti 118 e vigili del fuoco per consentire ai carabinieri di operare in totale sicurezza. Dopo un’ora circa di continuo dialogo, gli agenti sono entrati in azione, anche per scongiurare che il giovane potesse compiere qualche gesto estremo: e così, mentre un carabiniere continuava a distrarlo e a parlare con lui, altri tre militari, arrampicatisi sul tetto pericolante, lo hanno raggiunto alle spalle e sono riusciti ad immobilizzarlo in sicurezza.

La fine di un momento di terrore ed un sospiro di sollievo per i genitori del giovane, successivamente ascoltati in caserma per meglio ricostruire la dinamica dei fatti. Per G.G., sono quindi scattate le manette per i reati di lesioni aggravate e resistenza a P.U. e su disposizione del PM di turno è stato quindi condotto in carcere in attesa della convalida del provvedimento.

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