Quantcast

ALICE IN WONDERLAND / Dalla lezione di Vermicino al buco nero delle liste civiche

Più informazioni su

“Si può andare sulla luna ma non si può salvare un bambino caduto in un pozzo” (Leonardo Sciascia, tanti anni fa).

Risale a quarant’anni fa la tragedia di Vermicino. Era il 10 giugno 1981 quando il piccolo Alfredino Rampi cadde in un pozzo artesiano a Vermicino in provincia di Roma. I tentativi di salvataggio durarono tre giorni, ma ogni sforzo risultò inefficace, si provò di tutto, ma non si riuscì a tirarlo fuori dal pozzo e il piccolo morì all’alba del terzo giorno. Fu il primo caso di tv-verità, gli italiani restarono incollati alle tv senza sosta. Presso il luogo della tragedia iniziarono a arrivare sempre più persone, arrivò anche il Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Sulla vicenda di Alfredino Walter Veltroni ha scritto “L’inizio del buio”, Leonardo Sciascia scrisse un articolo su Epoca dal titolo “Alfredo, il nostro rimorso”. Eccone un estratto: “È stata una storia come quella del primo sbarco sulla Luna: il trionfo della tecnologia allora; la sua tragica sconfitta ora, davanti al pozzo di Vermicino. Si può andare sulla Luna, ma non si può salvare un bambino caduto in un pozzo. Ne veniva un senso di angosciosa impotenza, di disperazione”.

Proprio su questa vicenda andrà in onda su Sky una fiction il 21 e il 28 giugno. Quaranta anni fa qualcuno si scandalizzò di fronte all’uso che i media fecero della vicenda, altri si entusiasmarono per quel pezzo di tranche di vie drammatico raccontato in diretta tv. Dopo di allora il diluvio. Non solo per il dilagare della tv verità, della tv del dolore, della tv del gossip, della tv spazzatura ma anche per l’avvento dei social che hanno stravolto letteralmente le nostre vite. Fino al punto di mostrarle in diretta anche nelle loro manifestazioni più insignificanti. In un’esplosione di narcisismo stupido quanto inarrestabile. Come se tutti avessero in qualsiasi momento cose importanti, fondamentali, imperdibili da raccontare, da far conoscere, da mostrare. Quando invece sarebbe apprezzabile oggi un po’ di sobrietà e un uso più misurato delle parole e delle immagini. Un bel tacer non fu mai scritto! Ma è chiedere troppo a questa umanità sfibrata, perennemente sull’orlo di una crisi di nervi e di identità.

Vermicino

Basta così, se no mi date della moralista. Parliamo di cose più… serie. Del buco nero delle liste civiche a Ravenna.

Sul fronte delle cronache politiche locali, infatti, il fenomeno delle liste civiche sta oramai sfuggendo di mano. L’ultima nata è stata presentata mercoledì: è la lista civica “Ravenna in Campo” capeggiata dall’assessore Roberto Fagnani, benché il gruppo sia formato in gran parte da militanti di Italia Viva. Malgrado le parole di spiegazione, non è chiaro perché non abbiano usato quel simbolo. Forse il brand Renzi attualmente rischia di allontanare gli elettori più che di attrarli?

Ravenna in Campo

Invece ORA per Ravenna, l’associazione lanciata a novembre da Nicola Grandi, ha comunicato che non si presenterà come lista alle prossime elezioni lasciando libertà di scelta ai propri attivisti. Nick “Frusciante” Grandi ritornerà nel gruppo? Come nella parabola del figliol prodigo Ancisi lo riaccoglierà a braccia aperte? Sembra difficile, anche perché Ancisi di solito il vitello grasso lo tiene per sé.

Qualcuno però dice che ogni Batman (alias Filippo Donati) che si rispetti ha bisogno del suo Robin… chissà come starebbe Nick Frusciante col mantello da Robin? Insomma resisterà Grandi alle sirene della politica per ORA, oppure lo vedremo piazzato in qualche altra lista? La trama si infittisce…

Riassumendo, per ora abbiamo 4 liste civiche per de Pascale (i competenti e impegnati, i giovani, gli sportivi, quelli di FutuRa) più Coraggiosa. In attesa dei partiti. Abbiamo 2 liste civiche per Donati (per ora è nota solo Viva Ravenna, ma lui ne ha annunciata un’altra). Poi ci sono due civiche con Ancisi più il Popolo della Famiglia. Infine 4 liste civiche con la Verlicchi compresa La Pigna. Ma potrei avere sbagliato per difetto. Non ho messo nel conto qui i no vax e l’estrema sinistra. Ma i bene informati dicono che le cose non sono finite qui.

Però… una buona notizia c’è: Sgarbi non appoggerà un quarto candidato a Ravenna. Tre bastano e avanzano… È già un elemento di chiarezza fondamentale in questa campagna elettorale.

Per cambiare discorso, mi piace l’iniziativa della discoteca Indie che, aspettando la riapertura, diventa un mercatino di modernariato “Chi cerca trova”, in collaborazione con l’associazione “Un posto a tavola”. Partirà dal 13 giugno e sarà allestito ogni seconda domenica del mese. Amanti del vintage, salvatevi le date! Brutta notizia invece per chi voleva fare il bagno a Marina di Ravenna questo fine settimana: Adriatico off limits a causa della gara di imbarcazioni offshore che in acqua toccano una velocità massima di 200km/h. Ma era proprio necessario?

Buon weekend!

Più informazioni su