Arrestato un albanese con 50 grammi di coca: alcuni cittadini protestano per il degrado a Tagliata

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Un albanese di 46 anni è stato trovato dalla Guardia di Finanza venerdì sera 20 maggio nella stanza di un albergo del lungomare di Tagliata con circa 50 grammi di cocaina oltre a 4.500 euro in contanti, verosimilmente proventi dell’attività di spaccio. L’uomo è stato arrestato.

In seguito a questo episodio, che viene definito come un ennesimo di degrado e criminalità nella località cervese, alcuni residenti e operatori turistici – che però non si firmano – con una lettera-comunicato lamentano per le “tante criticità sul fronte dell’ordine pubblico.” Nel loro mirino una struttura che, dal 2013, ospita rifugiati e richiedenti asilo: “Schiamazzi notturni, partite di calcio per strada, risse e spaccio. Queste criticità non possono più convivere con le esigenze di una località turistica”. E aggiungono “La scorsa sera, all’interno dello stabile, l’ultimo arresto per traffico di cocaina” riferendosi appunto all’arresto dell’albanese.

Secondo la denuncia “sarebbe proprio quello stabile”, situato in una zona centrale di tagliata, il “ventre molle dell’ordine pubblico” nella località. “Nel passato, spesso riportati dalle cronache locali, si sono verificati arresti per spaccio di banconote false, risse, traffico di droga ed anche molestie sessuali: la sensazione – dicono gli estensori della lettera – è che quei profughi siano abbandonati a loro stessi senza alcun progetto di inclusione sociale.”

Residenti ed operatori di Tagliata dicono di avere chiamato tantissime volte Carabinieri e Polizia municipale per segnalare le più disparate situazioni di degrado, per denunciare i rumori molesti durante la notte e situazioni di disturbo della quiete pubblica, ma senza esito.

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