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Gianluca Costantini, accusato di antisemitismo su Twitter, perde il lavoro alla CNN: “Vale più la reputazione social della verità”

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Una “censura preventiva”. Questi i termini nei quali il graphic journalist ravennate Gianluca Costantini, inquadra la vicenda che lo ha visto, suo malgrado, protagonista e che ha portato al termine della sua collaborazione con la CNN, emittente americana di primo piano, per la quale ha collaborato nel corso di tutto il 2018.

Ma cosa è successo? Costantini sarebbe stato accusato di antisemitismo via Twitter, per una vignetta pubblicata nel 2015, che ritraeva un terrorista dell’Isis che si toglieva la maschera del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Sul braccio del terrorista, la stella di David e la scritta Jsil Israel.

disegno costantini

Il graphic journalist ravennate, che ha seguito per CNN i grandi eventi sportivi come le Olimpiadi invernali in Korea, i Mondiali di Calcio in Russia, il torneo di tennis parigino del Roland Garros, oltre ad altri lavori per CNN Sport, ha dichiarato: “I miei rapporti con gli editor di CNN erano ottimi e stavamo progettando nuove collaborazioni. Tutto è avvenuto in poche ore, con alcuni tweet appartenenti ad alcuni profili che attaccano continuamente i giornalisti di CNN, essendo CNN anti-Trump”.

Il profilo più forte da cui è partito tutto è quello di Arthur Schwartz: “Negli ultimi due anni – spiega Costantini – da quando è arrivato a Washington, Schwartz si è guadagnato la reputazione di riparatore, operatore dietro le quinte e agitatore dei social media, con una specialità particolare: informazione sullo shopping dei suoi nemici e battaglie contro i giornalisti”.

“Questo lo ha aiutato a stringere strette relazioni con numerosi funzionari e familiari del Trumpworld, come Donald Trump Jr. – aggiunge Costantini -. I due sono così vicini che hanno passato insieme il Super Bowl l’anno scorso. Questa è la persona che mi dà dell’antisemita”.

Di fronte all’attacco sul web, l’emittente americana poteva minimizzare o lasciare cadere la critica. Invece ha deciso di prendere sul serio le accuse di Schwartz e anteporre la sua immagine social al percorso intrapreso con i propri collaboratori.

“CNN – continua Costantini – invece di difendermi o di prendere una posizione, si è totalmente defilata. Per non aver problemi, sapendo benissimo che io non sono antisemita, hanno preferito abbandonarmi. Dicendo anche che in futuro non avremmo più potuto collaborare. Quindi una censura “preventiva”. Questo segnala quanto è importante la reputazione nel web”.

La vicenda è emersa dopo che il vignettista svizzero Patrick Chappatte, che ha collaborato con il New York Times, ha denunciato una vicenda analoga: l’illustre quotidiano americano ha infatti deciso di non pubblicare più vignette di satira politica, dopo essere stato accusato a sua volta di antisemitismo per un altro disegno, questa volta non di Costantini, pubblicato sulle loro pagine.

“Ho parlato di quel che è successo tra me e la CNN, spinto dalle dichiarazioni del mio collega svizzero – commenta Costantini -. Mi sentivo sporco. Non mi sento in colpa per i miei disegni, perché sono convinto che in loro non esiste razzismo, antisemitismo o pregiudizio, ma solo critiche contro un governo. Tuttavia è un fatto che è facile colpire con questa accusa infangante collaboratori freelance, o anche giornalisti dipendenti, perché si fa leva sulla sottile ipocrisia della reputazione: che sia vera o meno un’accusa non conta, conta quello che si dice sulla rete”.

Capire meglio chi è e cosa fa Gianluca Costantini, per chi non lo conoscesse ancora, non è facile. Il campo del suo lavoro è molto ampio e spazia da collaborazioni con organizzazioni come Action Aid, Arci, Amnesty International, fino a quelle con il movimento transnazionale di Yanis Varoufakis DiEM25 e con l’artista cinese Ai Weiwei, passando per i più importanti festival internazionali sui diritti umani, come l’HRW Film Fest di Londra e Toronto, il FIFDH Festival di Ginevra o il Festival dei diritti umani di Milano.

Tra le collaborazioni con testate giornalistiche, si ricordano i contributi su Internazionale, Corriere della Sera, La Stampa, Courrier International, Le Monde Diplomatique e la casa editrice Becco Giallo.

Il prossimo libro di Costantini, “Libia” uscirà per Mondadori a ottobre, con i testi della giornalista Francesca Mannocchi. Quest’anno l’artista è stato anche insignito del premio Arte e diritti umani di Amnesty International, per il suo impegno costante nella battaglia per i diritti umani.

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