Caso Berkan B. Confindustria Romagna: “Stallo del Porto di Ravenna, bisogna tutelare aziende e lavoratori”

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“Le ombre che si allungano sul futuro del porto di Ravenna e delle attività estrattive rischiano di compromettere definitivamente la crescita e la competitività dello scalo, del suo indotto e di tutte le attività ad esso collegate.” Con queste parole Confindustria Romagna si dice preoccupata, dopo la notizia di oggi sulla sospensione dalla cariche per un anno, da parte della magistratura, dei vertici dell’Autorità portuale di Ravenna per i reati di inquinamento ambientale, abuso e omissione di atti d’ufficio.

“Avevamo già chiesto e ottenuto per i prossimi giorni un incontro con l’amministrazione e i vertici dell’Autorità di sistema portuale, per chiarimenti sulla tempistica degli escavi dei fondali e sul continuo rinvio della pubblicazione del bando, più volte annunciato come imminente. Oggi – aggiungono da Confindustria Romagna – alle preoccupazioni già espresse per l’allungamento dei tempi di avvio del progetto hub portuale, si aggiunge l’allarme per la prospettiva di stallo dell’ente portuale e dei suoi effetti amministrativi: non possiamo permetterci uno stop proprio ora dopo anni di lunghissima attesa, a una settimana dalla conferenza dei servizi potenzialmente decisiva per il via libera.”

“Il limbo in cui rischia di precipitare l’economia cittadina, tra il blocco delle attività estrattive che il nuovo Governo ha confermato nonostante i moniti di imprese e sindacati e l’azzeramento dei vertici dell’Autorità di sistema portuale, potrebbe avere molto presto effetti negativi sull’intero tessuto produttivo e sull’occupazione, impattando drasticamente su tutta la nostra comunità: perderemmo posti di lavoro, talenti e ricchezza. L’associazione chiede quindi lucidità e cautela a tutti i soggetti coinvolti, per trascinare insieme il porto di Ravenna fuori dalle sabbie mobili in cui sta soffocando” concludono da Confindustria.

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