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Crisi dell’oil&gas: il Sindaco Michele de Pascale pronto a dare battaglia anche con il nuovo governo

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Eni aveva deciso 2 miliardi di investimenti per Ravenna. Quasi la metà – 900 milioni – sono già stati spesi dai vertici del cane a sei zampe, e si tratta in buona parte di opere di manutenzione, di studi e di lavori di smantellamento di alcuni impianti obsoleti. Il resto – gli investimenti per il futuro – è ancora sul tappeto, ma c’è il rischio che Eni non investa più su Ravenna soprattutto in virtù della grande incertezza che investe tutto il settore dell’oil&gas, dopo le decisioni del governo giallo-verde che non sono state riviste o modificate per ora da quello giallo-rosso. La decisione dei primi mesi 2019 con il decreto definito No Triv – come si sa – è quella di stoppare per 18 mesi le indagine nel sottosuolo per la ricerca di idrocarburi. Di mesi ne sono passati già quasi 9 e che succederà in futuro nessuno lo sa.

Alla decisione del primo governo Conte si opposero in tanti, soprattutto a Ravenna, al punto che qui venne organizzata il 16 marzo 2019 la famosa giornata di lotta nazionale Per l’Energia Italiana con tanto di palco montato in Piazza del Popolo e di comizio che vedeva, fianco a fianco, interventi del Sindaco, dei rappresentanti degli industriali, dei sindacati dei lavoratori e di altri soggetti.

Una manifestazione del genere potrebbe ripetersi anche in un prossimo futuro se le cose non cambieranno con il governo giallo-rosso. Non lo esclude il Sindaco di Ravenna Michele de Pascale.

“Io non ho ancora capito che cosa vuol fare questo governo sull’energia. Noto che c’è un po’ di confusione. – dice il Sindaco – C’è Luigi Di Maio che parla di fermare le estrazioni di petrolio in mare, quando tutti sanno che non si estrae petrolio dal nostro mare, ma gas. C’è chi mette in contrapposizione le fonti rinnovabili con il gas, facendo altra confusione e un errore grossolano, perché in una strategia di transizione energetica dalle fonti fossili alle energie rinnovabili l’utilizzo del gas è utile e importante.”

Qualcuno l’ha criticata perché lei dice sì alle estrazioni del gas in Adriatico e poi va alla manifestazione dei giovani di Fridays for Future.

“Appunto. Perché chi critica fa l’errore che dicevo prima: mette in contrapposizione le due cose. Io sono per continuare a estrarre gas a certe condizioni, ma non sono affatto contro una politica di incentivi alle fonti rinnovabili. Anzi, queste due cose possono e debbono stare insieme nella fase di transizione di cui parlavo.”

È quindi disposto a dare battaglia al nuovo governo come ha fatto con il vecchio governo giallo-verde su questo fronte?

“Sì. Il mio atteggiamento non cambia. Sto aspettando di avere un confronto con il ministro dello sviluppo economico Patuanelli e conto di poterlo ottenere.”

E se non otterrà nulla è disposto a tornare in piazza?

“La manifestazione del 16 marzo scorso fu il punto di arrivo di un percorso. Dopo tanti appelli al confronto andati a vuoto, decidemmo per quella iniziativa. Se con il nuovo governo succederà la stessa cosa, sarò altrettanto duro. Ma per ora siamo ancora alla fase della ricerca di un confronto e spero che questa volta ci possa essere e sia proficuo.”

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