Porto di Ravenna. Anche UIL Trasporti chiede un “coordinamento” sulle misure per contrastare il virus negli ambienti di lavoro

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In relazione alla difficilissima situazione in cui il porto e tutta la sua comunità lavorativa versa in questo momento, anche UIL Trasporti evidenzia la necessità di un coordinamento che vada ad analizzare quanto previsto dal “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” sottoscritto in data 14 marzo 2020 tra le 0055 e i Ministeri competenti, e che funga da regia attiva per la tutela, la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori.
Dalla UIL sottolineano che il reperimento dei DPI necessari, per la protezione delle vie respiratorie, per lo svolgimento delle normali operazioni portuali e anche per il rischio biologico Covid-19, previsti dai DVR e DUVRI a oggi è difficoltoso e le scorte attuali sono praticamente esaurite e la necessità di  rafforzare la diffusione e applicazione del “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” in tutte le aziende del porto, anche in quelle non sindacalizzate, quale strumento utile per la tutela di tutti gli addetti indipendentemente dalle dimensioni dell’impresa.
“Ove questo non venga attuato riteniamo necessario ed impellente un controllo, da parte degli enti preposti, dell’applicazione di tutte quelle procedure previste e finalizzate a incrementare l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di COVID-19 – proseguono dalla UIL, ritenendo “fondamentale e necessario il coinvolgimento di Autorità Portuale, Comune di Ravenna, e Capitaneria di Porto, coordinati dalla Prefettura, anche per una puntuale verifica della corretta applicazione di quanto previsto ali’ Art. 1 collima 1 lettera d) del DPCM 22 marzo 2020”.

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