Bassa Romagna. Azione tempestiva contro l’abusivismo nel settore Benessere. La CNA ringrazia le forze dell’ordine

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La CNA di Ravenna da molte settimane sollecita il Governo e le Istituzioni locali perché si consenta da subito l’apertura di parrucchiere ed estetiste in zona rossa. Questi luoghi di lavoro non sono luoghi di contagio, come dimostrano i dati Inail, ma presidi sicurezza; crescono invece i fenomeni di abusivismo che da sempre l’Associazione combatte e condanna e che oggi sono ancora più gravi per il rischio di trasmissione del contagio che rappresentano.

“Nella Bassa Romagna si sono registrati episodi di mancato rispetto delle regole dettate dai DPCM del Governo e con questa nota si intende pubblicamente ringraziare la Polizia Locale dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna e tutte le Forze dell’Ordine per la tempestiva risposta di controllo del territorio” spiegano da CNA Ravenna.

“Nonostante CNA Ravenna chieda chiaramente di cambiare rotta e ritornare all’apertura del settore anche in zona rossa, è importante che vengano arginati comportamenti che creano concorrenza sleale verso le altre imprese e inutili tensioni che non portano a nessun vantaggio per la categoria- sottolineano dagli uffici di di Viale Randi -. È un momento complicatissimo e molto delicato in cui è opportuno evitare comportamenti che possano far scatenare tensioni sociali. Le Istituzioni locali e le Forze dell’Ordine sono per CNA una garanzia nel controllo del territorio”

CNA continua, a tutti i livelli, la propria battaglia contro l’abusivismo e per riaperture in sicurezza; su questa base ad oggi sono state raccolte e consegnate 50.000 firme, di cui oltre 1500 raccolte nel nostro territorio.

“La categoria è davvero allo stremo – afferma in conclusione Roberto Zattini, presidente dell’Unione Benessere e Sanità di Ravenna – abbiamo sempre garantito standard di sicurezza certi, con protocolli validati dalla Sanità, e oggi ci troviamo inspiegabilmente chiusi e senza sostegno. Nonostante questo noi rispettiamo la legalità pur contrastando duramente le norme che riteniamo ingiuste. È importante che le istituzioni ascoltino le vere imprese e non coloro che danneggiano chi lavora seriamente”.

 

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