Quantcast

Cna, Marina Ranzi nuova presidente del settore Acconciatura, Benessere e Sanità di Ravenna

Più informazioni su

Si è svolta ieri sera l’Assemblea Elettiva di CNA Acconciatura, dell’Unione Benessere e Sanità di Ravenna. Durante il congresso, che ha visto una partecipazione molto elevata da parte dei soci, sono stati affrontati tutti i temi fondamentali per le imprese di questo settore dei servizi dalla persona: dall’impegno per la sicurezza in rapporto all’uscita dalla pandemia alla delusione per i pochi sostegni arrivati; dalla lotta all’abusivismo alla ricerca di maggiore professionalità con azioni di formazione continua; dal ruolo sociale di chi svolge questo mestiere ai nuovi regolamenti del settore; dalla rivoluzione tecnologica alla relazione con i fornitori.

Al termine dell’incontro è stata eletta Presidente, con il 56% dei voti, la faentina Marina Ranzi; hanno avuto preferenze anche gli altri due candidati, Giovanni Tozzola (25%) e Andrea Pezzi (19%). L’assemblea ha particolarmente ringraziato il Presidente uscente, Roberto Zattini, per il lavoro svolto in questi anni. È stato eletto anche il nuovo Consiglio Territoriale di Mestiere con all’interno una rappresentanza qualificata di imprese del settore. L’organismo è composto, oltre che dalla Presidente, da Anna Livia Collini, Lucia Cardinale, Alessandra Gasperoni, Vittoria Grassi, Matteo Bandini, Alfredo Ronconi, Roberto Zattini, Andrea Pezzi, Giovanni Tozzola, Alessandro Randi, Carmen Di Iorio, Debora Giorgioni, Marisa Savorelli, Michela Maccarelli, Christian Bargossi, Tiziana Ginepri, Ettore Assirelli, Vittorio Martini, Filippo Rinaldi.

Ecco la prima dichiarazione della neo-eletta Presidente Marina Ranzi: “Ho accolto con piacere ed emozione questo incarico che cercherò di gestire in maniera aperta e condivisa con i colleghi. Insieme costruiremo un piano di lavoro concreto e operativo che si occupi del nostro mondo e del nostro futuro.  Il mondo dell’acconciatura professionale, i barbieri, il benessere sono elementi importanti delle nostre comunità. Le imprese di questo settore hanno investito tanto in questi mesi di pandemia in sicurezza e igiene, per rispettare protocolli molto precisi ricevendo poco o nulla tra ristori e sostegni; mentre intorno cresceva un abusivismo diffuso, pericoloso dal punto di vista sanitario e ingiusto da quello fiscale e di concorrenza sleale. Non dobbiamo, però, fermarci ai problemi: vogliamo costruire la professione del futuro, più green, più aperta alle tecnologie, in formazione continua e permanente, ancora più attenta alle esigenze del cliente. Per farlo chiediamo agli organi dello Stato una forte riduzione dei costi della burocrazia e minori oneri alle imprese. Poi cercheremo di mettere in campo anche un nuovo patto con il mondo bancario e assicurativo sempre per i ridurre i costi, ad esempio quelli del denaro elettronico. Tutto questo può tornare a far fiorire le imprese, aumentare l’occupazione di qualità e fare stare meglio le persone: mi impegnerò per questi obiettivi.”

Più informazioni su